EVO700
Evoluzione dell'impiego della banda 700 MHz in Italia

Programma di finanziamento
(e relativo sottoprogramma)

Convenzione ISCTI-FUB

Durata 15 maggio 2015 – 15 febbraio 2016
Partecipanti

Fondazione Ugo Bordoni
Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione (ISCTI)

La “World Radiocommunication Conference 2012” dell’ITU (WRC-12) ha allocato lo spettro 694-790 MHz (la cosiddetta banda 700 MHz) nella Regione 1 (Europa, Federazione Russa e gli altri paesi ex-URSS, Africa e Medio Oriente) ai servizi mobili a partire dal 2015. In Italia questa banda è da decenni largamente utilizzata per i servizi di radiodiffusione televisiva. Con il definitivo abbandono della TV analogica anche sulle reti terrestri e il passaggio generalizzato al digitale terrestre, l’utilizzo di tale banda è stato valorizzato con importanti investimenti anche in tempi recenti (2009-12). D’altro canto la banda 700 MHz risulta, per motivi legati alla propagazione elettromagnetica, particolarmente idonea alla fornitura di servizi mobili (4G, 5G e oltre) all’interno degli edifici in aree urbane densamente popolate e può costituire una soluzione immediata ed efficiente, in questo senso ottimale nel breve-medio termine, per la fornitura di servizi a banda larga in aree rurali. Quest’ultimo aspetto risulta in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea ed è debitamente considerato nel documento “Strategia italiana per la Banda Ultralarga”, presentato dal Governo proprio ai primi di marzo 2015.

Il progetto si prefigge uno studio che, partendo da un’analisi del Rapporto Lamy e dai risultati delle consultazioni in atto su tale rapporto e portando in conto le opportunità offerte dalle nuove tecnologie di modulazione e di codifica per il servizio di radiodiffusione televisiva terrestre, le aspettative dell’utenza finale e le esigenze di banda stimate per i sistemi radiomobili, individui un possibile percorso evolutivo dell'Italia nell'impiego della banda a 700 MHz. Specificamente, lo studio mira a definire modalità e tempistiche appropriate, specifiche per il nostro paese ma compatibili con le linee guida dettate a livello internazionale (ITU) ed europeo (Commissione Europea, ETSI e CEPT).