La crescita esponenziale del traffico dati wireless spinge ad un uso intenso delle risorse trasmissive, con il conseguente risultato di dover prevedere la coesistenza di diversi sistemi o applicazioni nella stessa banda o in bande adiacenti. A partire dalla banda a 800 MHz, che rappresenta il primo dividendo digitale reso disponibile dalla transizione al digitale terrestre.

Diverse strategie per l’uso più flessibile ed efficiente dello spettro radio sono oggetto d’indagine da parte di organismi internazionali (ITU, CEPT).

Accanto agli studi di natura tecnica, occorre implementare i principi d'uso efficiente e flessibile dello spettro, attraverso la promozione del modello CUS (Collective Use of Spectrum) indicato da RSPG (Radio Spectrum Policy Group). L’implementazione di tale concetto implica l’identificazione di opportunità di condivisione attraverso un approccio multidisciplinare che contempli sia aspetti tecnici che regolamentari. Un approccio estremamente innovativo in tal senso è rappresentato dal cosiddetto Licensed Shared Access (LSA) compatibile con i regimi autorizzatori fondati sul rilascio di diritti d’uso. 

Le tecnologie di radio cognitiva offrono potenzialità molto promettenti ai fini dell’implementazione pratica del modello CUS. Un possibile scenario di applicazione riguarda, ad esempio, i possibili spazi bianchi (White Spaces) nella banda televisiva 470-790 MHz.

Nel quadro fissato dal Programma Europeo sullo spettro radio (Decisione 243/12/EU), l’uso dello spettro radioelettrico può contribuire al perseguimento dei principali obiettivi fissati nell’Agenda Digitale.

Ne consegue che l’inventario dello spettro radio è una delle azioni preliminari di maggior rilievo imposte agli stati membri.

Progetti

Progetti conclusi

Ricerche correlate

Recentemente, la Fondazione ha focalizzato la propria attenzione sull'analisi e la valutazione di metodologie per l’uso condiviso dello spettro.

La Fondazione effettua studi sugli aspetti interferenziali tra segnali DVB-T e mobile broadband in banda UHF.

Quello dei sistemi radio cognitivi è stato individuato come uno degli ambiti di ricerca di maggiore interesse per il prossimo futuro.