IDEM
IDEntification Method

Programma di finanziamento 
(e relativo sottoprogramma)
Comando Generale Carabinieri
Durata 17 giugno 1995 -
Partecipanti Fondazione Ugo Bordoni

 

Nel 1995 l’arma dei carabinieri acquistò il SW IDEM realizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni per il riconoscimento del parlante in ambito forense. Il SW era originalmente composto da numerosi moduli per l’acquisizione del segnale, per l’editing dello stesso (EDIT), per l’estrazione dei parametri (ARES) e per la decisione statistica (SPREAD).

Il sistema è stato continuamente aggiornato per renderlo di più facile impiego e per adeguarlo alle innovazioni intervenute sia in termini di possibilità computazionali sia di modalità di presentazione dei risultati sia nel calcolo statistico relativo alla modalità di decisione. In particolare è attualmente composto di soli due moduli: ARES, per l’estrazione semiautomatica dei parametri e SPREAD per l’analisi statistica. Un terzo modulo STAMPA si limita a organizzare le stampe dei parametri utilizzati.

Il sistema IDEM è un insieme di SW per l’identificazione del parlatore in ambito forense, specialmente con voci di qualità telefonica. Per realizzare questo progetto si è tenuto conto di tre fattori primari:

  • risolvere il problema di un parlatore che non ha interesse a farsi riconoscere (dunque, dunque indipendente dal testo);
  • poter esaminare un segnale audio generalmente “sporco”, ad esempio proveniente da una registrazione ambientale con sovrapposizioni di voci e rumori di fondo;
  • elaborare un metodo scientifico che, in analogia a quello di analisi e comparazione di una impronta digitale (punti caratteristici), permetta di classificare la voce di ogni persona con qualcosa di altrettanto caratteristico.

Il progetto che ha prodotto una prima versione del sistema nel 1991 è stato più volte migliorato al fine di renderne l’uso il più possibile indipendente dall’operatore, di fornire dati replicabili, di adeguare la presentazione dei risultati alle esigenza della magistratura e delle convenzioni internazionali.

Nel 2011 è stato rivisto completamente il modulo ARES per adeguarlo alle nuove tecnologie software e migliorarne la facilità d'uso e l'affidabilità.

Attualmente è in una fase di profonda revisione il modulo di elaborazione statistica dei dati.

Nel 2013 si è proceduto alla riscrittura completa di SPREAD, un programma sviluppato dalla Fondazione Bordoni. In particolare si è realizzato un sistema di validazione dei dati in grado di verificarne la normalità. Con l’esperienza forense si è acclarato che spesso i valori delle formanti vengono criticati per evidente incoerenza interna: in particolare si notano valori palesemente fuori dell’intervallo di esistenza. Infatti SPREAD può essere utilizzato non solamente partendo da misure effettuate con ARES, che contiene al suo interno un sistema di verifica della coerenza dei dati, ma anche con misure di qualsiasi fonte, a volte copiate manualmente con possibili errori di battitura, si ritiene importante inserire nel programma SPREAD un filtro in grado di segnalare tutte le possibili anomalie. In particolare è opportuno verificare la normalità dei dati in entrata e l’eventuale presenza di outlier. È stato altresì rivisto in toto il formato di stampa dei risultati per migliorarne la leggibilità. Anche i calcoli statistici sono stati rivisti: dai dati possono essere calcolati sia i valori di falsa attribuzione e di falso rifiuto sia il rapporto di verisimiglianza dei dati stessi come pure il rapporto di verisimiglianza del test.

Nel 2014 è proseguita un’attività di valutazione del modulo statistico SPREAD, programma sviluppato dalla Fondazione Ugo Bordoni. I calcoli statistici sono stati rivisti: in particolare si è proceduto a valutare l’influenza dei corpora di riferimento, quello che stima la varianza intraparlatore W e quello che stima la varianza della popolazione P.

Si è anche avviato uno studio per rendere IDEM completamente automatico realizzando una prima versione automatica del sistema denominata AIDEM (Automatic IDEM).

Nell'ambito del progetto IDEM sono stati svolti studi sul riconoscimento del parlante basati sulle prove soggettive di ascolto e sono continuati gli studi sulle misure soggettive ed oggettive dell’intelligibilità. In questo quadro s’inseriscono, oltre alla convenzione con la Polizia di Stato, la partecipazione all’IAFPA (International Association for Forensic Phonetics and Acoustics) e alla rete di coordinamento europeo di studi scientifici forensi ENFSI (European Network of Forensic Science Institutes).