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La scienza

L'attività di ricerca scientifica

I primi studi scientifici sui potenziali effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici risalgono all'inizio degli anni '50; da allora più di 20.000 articoli scientifici hanno trattato la tematica degli effetti dei campi a bassa frequenza (ELF) e radiofrequenza sulla salute umana. Di questi articoli oltre 10.000 sono stati prodotti dagli anni '80 ad oggi.

Nel decennio 2000-2010 c'è stato un aumento della produzione scientifica sul tema soprattutto nell'ambito del Quinto Programma Quadro dell'Unione Europea, oppure in studi indipendenti e paralleli. Nell'ambito del Sesto Programma quadro (Coordinamento EMF-NET) è stata effettuata una attività di raccolta di risultati di studi al fine di dare una risposta scientifica su larga scala ai dubbi intorno agli effetti dei campi elettromagnetici.

La ricerca continua ancora con le attività del VII Programma Quadro, focalizzate principalmente sullo studio delle esposizioni di bambini e adolescenti e dei lavoratori.

La cifra investita negli ultimi 15 anni in ricerche e studi epidemiologici sugli effetti della esposizione ai campi elettromagnetici ammonta a oltre 250 milioni di dollari di cui 5 milioni dedicati ad attività di studio specifiche sulla esposizione a campi ELF, con particolare riferimento alle esposizioni residenziali in prossimità di elettrodotti.

 

Le posizioni degli organismi internazionali

I principali organismi internazionali (WHO, ICNIRP, SCENHIR), hanno preso negli anni una posizione ufficiale riguardo agli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, tale posizione è il prodotto di una dettagliata analisi della letteratura scientifica pubblicata negli ultimi anni.

Periodicamente, in genere ogni 2 o 3 anni, vengono effettuate da parte di questi organismi revisioni critiche della letteratura scientifica. Tali revisioni hanno come conseguenza un aggiornamento delle posizioni ufficiali ed un aumento della conoscenza scientifica su effetti e meccanismi di interazione.

In particolare l’Organizzazione Mondiale della Sanità porta avanti una attività continua di monitoraggio delle evidenze scientifiche. Nel 2013 la IARC ha pubblicato la monografia dedicata alla valutazione della potenziale cancerogenicità dei campi RF e l’insieme dei possibili rischi per la salute da esposizione a sorgenti a radiofrequenza è in corso di analisi e per il 2016 è prevista la stesura di un nuovo volume della serie Environmental Health Criteria.

L'esposizione prolungata, per motivi residenziali o professionali, delle persone a sorgenti di campo elettromagnetico come gli elettrodotti, le antenne per la telefonia mobile e la televisione o le apparecchiature per uso domestico ha portato ad una crescente attenzione circa l'esistenza di possibili rischi per la salute umana.

 

Le metodologie di indagine

Quando si indagano meccanismi ed effetti riguardanti l'esposizione ai campi elettromagnetici si devono utilizzare metodologie di indagine e di analisi differenti in funzione della tipologia di campo (statico, a bassa frequenza, a radiofrequenza), in quanto l'interazione con i tessuti biologici e con il corpo umano in generale è molto diversa a seconda della frequenza del campo incidente. Ad esempio, in presenza di campi statici o di campi a bassa frequenza l'interazione avviene per lo più attraverso l'induzione di correnti elettriche mentre per le alte frequenze il parametro da considerare è l'assorbimento di energia, così come sono diverse le capacità di penetrazione dell'onda all'interno del corpo e le risonanze specifiche.

Gli effetti a livello biologico sono risposte misurabili delle singole cellule o degli organismi a uno stimolo o a una modifica dell'ambiente circostante. Risposte di questo genere, come ad esempio un aumento della frequenza cardiaca dopo aver bevuto un caffè, la sonnolenza in un ambiente afoso, non sono in genere dannose all'organismo, né nel suo insieme, né a livello subcellulare. Le reazioni a modifiche dell'ambiente circostante sono per lo più una parte della vita e non sono necessariamente da considerare un fattore di rischio per la salute.

Nella maggior parte dei casi infatti, gli effetti conseguenti all'esposizione a campi elettrici e magnetici a bassa frequenza o a campi statici o a radiofrequenza sono minimi, transitori e compensati dai meccanismi di regolazione presenti nell'organismo.

 

Tipologie di studio

Per capire gli effetti dell'esposizione ai campi elettromagnetici è necessario fare riferimento a diverse tipologie di studio, ciascuna delle quali ne indaga alcuni aspetti. Gli studi scientifici sono di tre tipi:

Gli studi in vitro su cellule o gruppi di cellule vengono usati in modo massiccio per indagini di tipo tossicologico poiché sono in grado di fornire informazioni essenziali riguardo agli effetti di agenti chimici o fisici sulle singole proprietà cellulari. Permettono di capire i meccanismi che stanno alla base dell'interazione tra campi elettromagnetici e tessuti biologici, anche se non permettono la completa estrapolazione dei risultati al soggetto "in vivo".

Gli studi in vivo su animali possono fornire informazioni di tipo qualitativo su potenziali effetti dell'esposizione, ma i dati non possono essere estrapolati in modo tale da fornire stime affidabili e conclusive sull'uomo. Le differenze di corporatura (particolarmente evidenti se si considerano i roditori) portano a differenti interazioni dosimetriche soprattutto per quanto riguarda le risonanze e gli spot.

Gli studi sull'uomo possono essere effettuati sul singolo soggetto sulla base di reclutamento volontario per adesione a programmi di ricerca, oppure attraverso indagini epidemiologiche di coorte o caso controllo. Uno studio epidemiologico è un'indagine che viene effettuata su una popolazione eterogenea. Le tipologie di studio epidemiologico sono fondamentalmente due:

  • Studio di coorte: l'agente oggetto di studio viene indagato su un gruppo prescelto di persone, in base a determinate e significative caratteristiche di insieme, per un periodo di tempo preciso e studiato ad intervalli prestabiliti.
  • Studio caso controllo: viene utilizzato come protocollo per identificare i fattori che possono eventualmente portare alla insorgenza di una determinata patologia. Un gruppo di soggetti affetti dalla patologia oggetto di indagine (casi) viene confrontato con un gruppo che presenta similitudini marcate ma sano (controlli) e si valuta, in genere in modo retroattivo, attraverso questionari o interviste, se ci sono state esposizioni o fattori di rischio che possono avere portato all'insorgenza della malattia.

Per poter interpretare in modo corretto i dati provenienti da studi epidemiologici, è necessaria una conoscenza minima dei parametri statistici utilizzati dagli studiosi per trarre le loro conclusioni.

 

Parametri interpretativi degli studi epidemiologici

I parametri fondamentali che compaiono negli studi epidemiologici sono l'odd ratio (OR), che sostanzialmente rappresenta il rischio relativo, e l'intervallo di confidenza (CI).

L'Odd Ratio (OR) è il rapporto tra il numero di volte in cui l'evento oggetto di studio si verifica (o si è verificato) ed il numero di volte in cui non si verifica.

 

OR =

p(1-q)

p rappresenta la probabilità del verificarsi dell'evento nel gruppo esposto

q(1-p)

q rappresenta la probabilità del verificarsi dell'evento nel gruppo non esposto

 

OR=1

indica assenza di associazione tra malattia ed esposizione

OR>1

indica l'esistenza di una associazione positiva (l'agente oggetto di studio può causare la malattia). Valori crescenti dell'OR indicano associazioni più forti.

OR<1

indica una associazione negativa; l'agente oggetto di indagine potenzialmente funge da fattore antagonista nei confronti della patologia specifica.

 

L'intervallo di confidenza fornisce informazioni riguardo alla precisione dei valori ottenuti attraverso lo studio di un campione. Ad esempio, un intervallo di confidenza del 95% garantisce, con certezza ragionevole, la presenza al suo interno del valore vero. A patto che nello studio non siano presenti errori sistematici o di metodologia.

Le tre tipologie di studio, ciascuna con le proprie peculiarità e con i propri limiti, concorrono a formare la conoscenza scientifica sugli effetti della esposizione all'agente fisico campi elettromagnetici.

 

Lo stato delle conoscenze

Sulla base della revisione della letteratura scientifica, i principali organismi internazionali forniscono informazioni attendibili e scientificamente sostenibili in relazione ai possibili effetti dell'esposizione ai campi elettromagnetici.