La visione stereoscopica e le sue evoluzioni

La rappresentazione tridimensionale del segnalevideo è un oggetto del desiderio del mondo dell’intrattenimento (Cinema e TV) sin dagli anni 50. L’uso del 3D nel multimediale ha subito negli anni recenti diverse ondate di successi e fallimenti, fino ad imporsi come uno dei modi per far tornare il pubblico nelle sale cinematografiche e per incrementare le vendite di apparecchi TV. Ma da qui a dire che il 3D è finalmente una realtà, ancora il passo è lungo. L’uso di occhialini (per ora indispensabili) limita fortemente l’uso domestico e quotidiano della TV 3D; in alcuni casi gli schermi 3D provocano fastidi ad alcuni spettatori particolarmente sensibili ai cambi di luminosità.

Ma la vera novità nel campo della percezione tridimensionale del video sta emergendo dall’attività di standardizzazione di nuove tecnologie in atto in MPEG (Moving Picture Expert Group). Qui il 3D viene trattato come risultato della sintesi di segnali provenienti da innumerevoli sorgenti video opportunamente sincronizzate e/o sintetizzate: la multivisione. Il tutto si risolve alla fine in una presentazione che la tecnologia dei display forza verso l’utilizzo di due canali (destro e sinistro), ma che, con l’avvento dei nuovi display senza occhialini (auto-stereoscopici) cambierà radicalmente le cose.

In quest’ambito la FUB, grazie alla decennale esperienza nel campo della valutazione della qualità, si è fatta carico di progettare e condurre gli esperimenti di valutazione delle nuove tecnologie per il segnale video tridimensionale a canali multipli. Quest'attività ha raccolto l’esperienza maturata nei più avanzati laboratori del mondo, alfine di mettere a punto delle metodologie di valutazione che rispecchiassero quanto più possibile le nuove tecnologie, pur tenendo conto dei limiti imposti dall’attuale tecnologia dei display 3D. Ciononostante la FUB, insieme ad altri dodici laboratori sparsi in tutto il mondo, fra cui anche il Laboratorio Multimediale dell’ISCOM, ha utilizzato per la prima volta la tecnologia autostereoscopica (a 28 canali) per valutare l’impatto di una visione tridimensionale, percepita senza l’utilizzo di occhialini. Questo esperimento è stato condotto in parallelo ad una valutazione di tipo classico (utilizzando display che richiedono l’impiego di occhialini) al fine di dimostrare la validità delle nuove tecnologie in fase di standardizzazione.

I risultati hanno permesso di selezionare le migliori soluzioni tecniche unitamente alla verifica che il futuro della TV 3D ha finalmente intravisto la disponibilità di una tecnologia tale da permettere un notevole salto in avanti nella rappresentazione dei segnali video in qualsiasi contesto, sia esso domestico che di intrattenimento collettivo. I risultati di quest'attività sono illustrati nel rapporto finale dei test per il progetto 3DV di MPEG.