New generation networks e servizi IP

Matera F.
Fondazione Ugo Bordoni
17/10/2007

 

Negli ultimi convegni Fotonica 2007 e ICTON 2007 la Fondazione Ugo Bordoni ha presentato i risultati che hanno riguardato la sperimentazione di nuove tipologie di reti, sia nell’ambito core che di accesso, su cui sono stati testati servizi IPTV, anche con modalità ad alta definizione. Riportiamo quindi in questa scheda tali risultati, inquadrandoli nel panorama della evoluzione verso le reti di nuova generazione. Per ulteriori informazioni rivolgersi a Franco Matera.

L’avvento della banda ha reso possibile l’introduzione di nuovi servizi, tra i quali si possono citare il sempre più popolare VoIP (Voice over IP), la videocomunicazione, i giochi on line e l’IPTV (Internet Protocol Television). Se la rete ha permesso questi servizi, oggi i servizi chiedono però alla rete di aggiornarsi e questo sta portando ad una evoluzione verso la cosiddetta Next Generation Network, ovvero una rete in cui tutte le piattaforme siano perfettamente convergenti, in cui le alte capacità sono in gran parte garantite dalle comunicazioni ottiche e tutti i servizi sono trasportate in pacchetti, generalmente IP.

Per cercare di seguire questo processo in maniera attiva e propositiva la Fondazione Ugo Bordoni e l’ISCOM hanno realizzato un test bed di rete IP multiaccesso multiservizio che è ormai dimensionato per operare in un ambito regionale, permettendo di garantire la qualità del servizio per applicazioni real time multimediali, anche con filmati ad alta definizione, mediante varie tecniche di etichettatura dei pacchetti (DiffServ, MPLS, GMPLS). Sono state introdotte delle metodologie per la misura della qualità del servizio, sia con prove oggettive (che misurano parametri fisici come il ritardo dei pacchetti, la perdita dei dati e il throughput della rete) che con prove soggettive e cioè basate su valutazioni percettive.

Immagine con realizzazione TestBed

Il test bed di rete IP multiaccesso multiservizio

La rete sperimentale che è stata realizzata, si inserisce perfettamente nel contesto delle reti nazionali moderne: infatti l’impiego del protocollo MPLS ripropone tutti i vantaggi di ATM su una rete IP, consentendo un approccio Connection Oriented, su di un mondo che per sua natura è Connectionless, e con la tutela di stringenti caratteristiche per opportune tipologie di traffico.

Con le prove soggettive si è introdotto un modo diverso di concepire la progettazione di una rete. Nasce la necessità di centrare la progettazione di una rete non solo sulle sue prestazioni ma anche sulla soddisfazione dell’utente finale.

Per verificare gli effettivi benefici che verranno dalla gestione di una rete sempre più a livello ottico, sono state implementate alcune funzionalità all’interno della rete core basate sulla tecnica Wavelength Division Multiplexing (WDM). In questo modo iniziamo a verificare l’evoluzione da una rete MPLS a una rete MPλS, dove il passaggio da “L” a “λ” sta ad indicare il passaggio da una etichettatura di tipo numerico (Label) ad una etichettatura basata sul colore della lunghezza d’onda (λ).

I risultati che illustreremo nel seguito con le apposite schede ci mostrano alcuni punti fondamentali sulle strategie per le NGN:

  • innanzitutto le tecnologie Ethernet, unite ad altri ben consolidati protocolli di rete come l’MPLS, permettono ormai di realizzare reti con alta affidabilità, basso costo e consentono soprattutto di garantire la qualità del servizio su base IP anche per applicazioni ad altissimo consumo di banda (Servizi Metro Ethernet);
  • la rete in rame ha ormai raggiunto la saturazione, tuttavia con opportuni controlli del traffico a monte dei dispositivi DSLAM per l’ADSL è possibile raggiungere l’utenza anche con la TV ad alta definizione (TV ad alta definizione su rete IP);
  • per passare ad una architettura di rete che sia in grado di fornire all’utenza una banda compatibile con i nuovi servizi sono necessarie connessioni con una banda garantita superiore ai 20 Mb/s e per questo è indispensabile una penetrazione della fibra ottica sempre più vicina all’utente. Le architetture basate sulle reti Passive Optical Networks (PON) sono quelle che oggi riscontrano i maggiori interessi. La FUB ha sperimentato come incrementare la capacità e la funzionalità di queste reti con l’utilizzo della trasmissione ottica multicanale (WDM) di canali GbE (Reti WDM EPON);
  • le reti possono sempre più essere gestite in maniera automatica, senza l’intervento dell’operatore, e su questo test abbiamo mostrato come a livello di user può esser gestita una rete VPN automatica;
  • infine la gestione della QoS può esser fatta in maniera sempre più idonea rispetto al tipo di servizio utilizzato, grazie a varie tecniche di etichettature. La FUB ha svolto una capillare indagine sulla misura della QoS per servizi IPTV utilizzando la etichettatura basata sul DiffServ over MPLS e sul nuovo metodo basato sul Virtual Private LAN Service (VPLS).