Sperimentazione della verbalizzazione automatica

 

Programma di finanziamento 
(e relativo sottoprogramma)
Convenzione tra Fondazione Ugo Bordoni e Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della Giustizia
Durata 01 giugno 2010 – 01 marzo 2011
Partecipanti Fondazione Ugo Bordoni

Il Progetto riguarda l’introduzione delle nuove tecnologie digitali nell’amministrazione della Giustizia per migliorarne l’efficienza. In particolare, l’obiettivo del Progetto è la sperimentazione di un sistema automatico di verbalizzazione durante le udienze dei Tribunali al fine di verificare la possibilità di ottenere, tramite sistemi di trascrizione automatica, un verbale multimediale che contenga il segnale audio sincronizzato con la sua trascrizione.

Ad oggi, la verbalizzazione (ossia la trasformazione del segnale audio nel testo corrispondente) nel processo penale viene realizzata con stenotipia in circa il 28% delle udienze, con fonoregistrazione e successiva trascrizione in circa il 52% delle udienze e con sola fonoregistrazione e/o verbalizzazione manuale nei restanti casi. La ditta incaricata (si tratta attualmente di due consorzi) ha 48 ore per consegnare la trascrizione e l’audio su CD o DVD. Stante la difficoltà di leggere il CD/DVD e più ancora di trovare – nella traccia audio – il punto di eventuale interesse ai fini del processo, di fatto viene usata la sola trascrizione, nonostante il modo migliore per capire esattamente alcuni passi delicati di un’udienza sia il riascolto della registrazione audio. La trascrizione dell’udienza è poi inserita, a cura dei trascrittori, in un portale gestito da Poste Italiane. Nel portale, tuttavia, non è possibile effettuare ricerche utilizzando il contenuto delle udienze stesse, ad esempio il nome di un testimone o il nome di una persona o di un luogo citati in un interrogatorio.

Già nel 2009, FUB ha guidato un esperimento volto a verificare l’utilizzabilità dei sistemi ASR (Automated Speech Recognition) per la verbalizzazione delle udienze penali. Nell’ambito di questo Progetto, la Fondazione ha avviato una nuova sperimentazione, effettuata da quattro diverse ditte in quattro Tribunali diversi durante le normali attività di una Corte in composizione monocratica.

Le fasi principali del Progetto si possono così riassumere:

  • Supporto al tavolo tecnico sui servizi di verbalizzazione: la sperimentazione della verbalizzazione automatica è stata preceduta da diversi tavoli tecnici, alla presenza di rappresentanti del Ministero della Giustizia e delle imprese interessate alla verbalizzazione giudiziaria. FUB ha fornito un supporto tecnico agli incontri.
  • Predisposizione di un protocollo di sperimentazione: prima di avviare la sperimentazione, FUB, in accordo con il Ministero della Giustizia, ha predisposto un protocollo contenente la definizione dell’oggetto della sperimentazione e delle modalità di esecuzione della stessa.
  • Predisposizione di un questionario per gli utenti: tra le indicazioni contenute nel protocollo vi era anche la predisposizione di un questionario per gli utenti (giudici, avvocati e cancellieri) che avrebbero partecipato alla sperimentazione, al fine di verificare la disponibilità degli utenti a nuove modalità di verbalizzazione.
  • Stesura della relazione finale sulla sperimentazione: al termine della sperimentazione, FUB ha provveduto a redigere un rapporto dettagliato che è stato trasmesso al Ministero della Giustizia. Il rapporto contiene anche i contributi delle ditte coinvolte nella sperimentazione.

Un primo obiettivo della proposta è quello di uniformare e standardizzare i modi e i metodi di verbalizzazione dei procedimenti penali. Attualmente, infatti, vi sono tribunali che utilizzano la stenotipia in ogni aula e per quasi ogni tipologia di processo, mentre in altri ci si limita alla registrazione; nella maggioranza dei procedimenti però si procede con fonoregistrazione e successiva trascrizione. Inoltre, l’utilizzo da parte dei magistrati del file audio è del tutto episodico, si potrebbe dire trascurabile, e questo per la difficoltà di reperire il tratto audio che si desidera ascoltare. Nella nuova architettura, il tratto che si desidera ascoltare sarà facilmente reperibile e quindi il suo ascolto incoraggiato.

Altro vantaggio evidente è che – nell’organizzazione proposta – magistrati, avvocati e altro personale abilitato potranno accedere online da qualsiasi luogo (in Italia o all’estero) a file audio opportunamente organizzati e indicizzati in database accessibili attraverso un portale web. Il risultato sarebbe ancora più interessante e utile qualora si prevedesse la possibilità di disporre dell’intero fascicolo in formato elettronico.

I benefici si possono quindi sintetizzare in:

  • riduzione dei costi;
  • migliore garanzia di corretta fruizione del materiale disponibile;
  • disponibilità del verbale; sicurezza.

Per quanto riguarda, invece, le criticità della tecnologia va osservato che gli ASR di nuova generazione sono tutti di tipo indipendente dal parlatore con prestazioni superiori al 90% di trascrizione corretta. Tuttavia, essi presentano delle problematiche intrinseche:

  • la distribuzione di errori di trascrizione è disomogenea, presenta cioè tratti correttamente trascritti e altri completamente errati;
  • in presenza di errore, la trascrizione è del tutto inaffidabile (es.: due anziani invece di Ponziani);
  • se viene richiesta la disponibilità in tempo reale (consegna del file multimediale al termine dell’udienza) in tutti i procedimenti, diviene necessario disporre di ingenti capacità di calcolo;
  • il sistema non è utilizzabile per lingue diverse da quella per cui è stato addestrato (Italiano madrelingua, Italiano L2, dialetti).
  • Altro elemento di criticità è certamente la resistenza degli addetti ai lavori. Il passaggio dalla carta al file, infatti, rappresenta per molti un problema significativo.

Tuttavia, la possibilità di consultare in ogni momento e ovunque il fascicolo processuale potrebbe far superare il disagio del “paperless”.