Transizione alla TV digitale

Attività di coordinamento internazionale e partecipazione ad organismi internazionali

Programma di finanziamento 
(e relativo sottoprogramma)
Convenzione del 21 luglio 2011 con il Ministero dello sviluppo economico nell’ambito degli interventi finanziati con il “Fondo per il passaggio al digitale”
Durata 1 gennaio 2011 - 31 dicembre 2012
Partecipanti Fondazione Ugo Bordoni

L’assegnazione delle frequenze alle reti dei vari operatori presenti sulle Aree Tecniche è compito del MISE, in accordo con il Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze emanato dall’AGCOM (Delibera n.300/10/CONS), che definisce i criteri generali per la radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale. Il Piano identifica il numero delle reti televisive nazionali digitali terrestri e le correlate frequenze, riservando almeno un terzo delle frequenze pianificabili alle emittenti televisive locali. Esso è rivedibile alla luce delle necessità di coordinamento internazionale.

FUB supporta il Ministero per gli aspetti collegati al coordinamento internazionale e alla partecipazione agli organismi internazionali come CEPT e ITU, fornendo il proprio supporto tecnico nei rapporti bilaterali con i Paesi confinanti e per le verifiche di compatibilità elettromagnetica, secondo quanto previsto dalle procedure internazionali stabilite dall’ITU.

L’attività tecnica principale alla base dei coordinamenti internazionali è rappresentata dalla valutazione degli scenari interferenziali prodotti dalla messa in opera delle reti per la televisione digitale terrestre nei Paesi interessati. Le valutazioni interferenziali di interesse vengono attuate attraverso la definizione e l’impiego di modelli di calcolo concordati tra le parti e la definizione di metodologie di verifica reciproche, che considerano anche scenari di interferenza potenziale tra servizi differenti (es. DVB-T vs T-DAB in banda VHF oppure DVB-T e sistemi IMT nella parte alta della banda UHF).

Nelle aree non ancora digitalizzate si effettuano generalmente macro analisi di tipo previsionale, finalizzate a stimare il potenziale impatto della digitalizzazione della televisione terrestre nei confronti del Paese o dei Paesi confinanti. La definizione dello scenario di previsione è tipicamente derivata dall’impiego delle risorse secondo quanto previsto dal Piano Nazionale definito dall’AGCOM. Nel momento in cui la digitalizzazione delle reti sul territorio ha effettivamente avuto luogo, si procede ad una valutazione derivata dal reale utilizzo delle risorse spettrali.

L’identificazione e l’analisi delle criticità permette di delineare gli interventi da attuare per poter rendere compatibile l’uso delle risorse spettrali da parte dei diversi Paesi. Tali interventi possono riguardare sia accorgimenti tecnici da attuare sugli impianti di trasmissione (es. ricorso a riduzioni di potenza emessa o a tilt particolarmente spinti), sia vere e proprie modifiche dei diritti d’uso (es. modifica della risorsa radio assegnata ad un certo sito di trasmissione).

A queste valutazioni si aggiungono le analisi interferenziali che riguardando richieste riferite a specifici siti di trasmissione sottoposte all’Italia da parte dei Paesi confinanti, secondo quanto previsto dalle procedure internazionali previste dall’ITU. L’amministrazione italiana, in questi casi, è chiamata a prendere in considerazione le richieste inviate, analizzare l’impatto interferenziale generato dai siti di trasmissione in oggetto, stabilire se l’impiego proposto della risorsa frequenziale oggetto di analisi è compatibile con l’utilizzo dello spettro radio sul territorio nazionale e comunicare l’esito delle valutazioni agli organismi internazionali competenti.

I requisiti tecnici per il funzionamento dei WSD (White Space Devices) nella banda televisiva sono stati individuati all’interno del gruppo di lavoro CEPT SE43, al quale la FUB ha partecipato e contribuito in supporto al MISE. In particolare, l’attività scientifica di studio si è focalizzata sulla definizione delle condizioni tecniche ed operative per l’accesso allo spettro da parte dei dispositivi cognitivi che impiegano geolocation database. Importanti contributi sono stati forniti anche sull’impiego combinato di tecniche di geolocation database e sensing del canale.