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Studio della coesistenza tra reti DTT e radiomobile in banda UHF

Con il completamento del processo di switch off della televisione analogica la banda UHF è stata interamente impiegata per il digitale terrestre (DTT). Dando seguito alle decisioni europee, a partire dal 2013, è stato rilasciato il primo dividendo digitale della banda 800 MHz (790-862 MHz) per servizi mobili di quarta generazione (4G). Oggi l’Europa chiede di liberare entro il 2020 un'ulteriore porzione di spettro tra 694 e 790 MHz per impieghi di tipo 5G.

 

L’apertura al servizio mobile di bande tradizionalmente utilizzate da altri servizi richiede una attenta analisi delle possibili problematiche di compatibilità, riferite sia alla condivisione delle medesime risorse spettrali su aree geografiche diverse, come accade tra Paesi confinanti, sia alla coesistenza di sistemi diversi sulla stessa area che utilizzano frequenze adiacenti.

 

Per svolgere adeguatamente analisi di coesistenza descrittive dello scenario italiano, occorre tenere in considerazione le numerose particolarità che esso presenta, tra cui l’uso intensivo di tutta la banda UHF a disposizione per la televisione, la presenza di reti SFN operanti su canali adiacenti alle frequenze previste per il mobile, la scarsa conoscenza delle caratteristiche dei sistemi di ricezione televisiva degli utenti vulnerabili all’interferenza.

 

Per quanto riguarda la banda a 800 MHz, la Fondazione nell’ambito del tavolo tecnico istituito dal Ministero ha svolto studi di coesistenza teorici tra sistemi televisivi e mobili, ha elaborato un modello descrittivo dei sistemi di ricezione televisiva impiegati in Italia, anche con il supporto di test di laboratorio, ha collaborato alla realizzazione di trial in campo per lo studio degli effetti dell’introduzione di reti LTE in banda 800 MHz.

 

Attualmente la Fondazione studia i possibili effetti interferenziali dovuti al rilascio della banda a 700 MHz al mobile, che possono essere amplificati dalla adozione di calendari di transizione nazionali disallineati. A fronte di tale disallineamento, si pone infatti il problema transfrontaliero di reti televisive preesistenti che dovranno coesistere, seppur temporaneamente, con le nuove reti radiomobili in una situazione di mutua interferenza. Le analisi svolte sinora hanno lo scopo di evidenziare possibili criticità in presenza di distanze di separazione non sufficienti a garantire il corretto funzionamento delle diverse reti.