Le posizioni

 
Eurobusiness, che riunisce le confederazioni industriali europee dei datori di lavoro, è del parere che gli obiettivi quantitativi per portare l'Europa online debbano essere seguiti anche da precisi obiettivi qualitativi. Eurobusiness invita pertanto gli Stati membri a promuovere misure precise di eGovernment.
Il Global Business Dialogue on e-commerce (GBDe) propone una lista di 23 punti concernenti i requisiti desiderabili sull'eGovernment. Le principali proposte sono:

  • Adottare pietre miliari esplicite ed una tabella di marcia per l'implementazione dell'eGovernment;
  • Utilizzare l'outsourcing del settore privato;
  • Studiare misure che aiutino le piccole e medie imprese a fruire dei servizi di eGovernment;
  • Rilasciare informazioni governative su Internet contemporaneamente ai convenzionali metodi di pubblicazione.  

Hugo Lueders, direttore CompTIA, il 23 febbraio 2006 ha accolto con favore la Comunicazione della Commissione sui servizi interoperabili di eGovernment: "Sotto molti aspetti, questa nuova comunicazione sembra più pragmatica e ragionevole. Ci complimentiamo in particolare per la conferma che il 'Quadro Europeo di Interoperabilità', con la sua definizione di standard aperto, non è più visto come una politica ufficiale della Commissione, quanto piuttosto come un semplice orientamento che non richiede l'adesione obbligatoria. Ci auguriamo che questa significativa ammissione possa meglio illuminare le scelte dei governi e, quindi, aumentare il campo di opzioni per gli amministratori e cittadini che sono sempre più dipendenti dai servizi di eGovernment".
Con una mossa insolita, il Commissario UE alla Concorrenza Neelie Kroes ha recentemente sostenuto l'uso di un software aperto per l'eGovernment e ha invitato le autorità pubbliche a non imporre standard proprietari ai cittadini.
 
Il discorso di Kroes (Kroes's speech) segue una petizione presentata contro il Parlamento Europeo da parte della comunità open source. L'accusa è quella di un utilizzo esclusivo di tecnologie chiuse che obbligano i cittadini a comprare specifici software proprietari per accedere ai propri documenti.
Il 10 Giugno 2008, parlando nel corso di un seminario ospitato a Brussels da OpenForum Europe, Kroes ha chiaramente suggerito alle Autorità pubbliche di usare standard aperti piuttosto che software proprietari che potrebbero generare pratiche anticoncorrenziali e danneggiare i cittadini. Kroes ha dichiarato che "Nessun cittadino o impresa dovrebbe essere forzato o incoraggiato a preferire una tecnologia chiusa piuttosto che una aperta, sul modello di un governo che per primo ha effettuato tale scelta".
 
Kroes ha lodato le Autorità di Monaco di Baviera, presenti all'evento, per aver scelto standard aperti per le loro attività di governo elettronico e ha insistito sul fatto che questa dovrebbe essere la linea delle istituzioni europee. "La Commissione deve fare la sua parte. Essa non deve affidarsi ad un venditore, non deve accettare standard chiusi e deve rifiutarsi di restare bloccata in una particolare tecnologia", ha detto.
Kroes, inoltre, ha sottolineato i problemi di concorrenza emergenti in alcuni mercati tecnologici, ma ha anche riconosciuto che il mercato è in grado di superare da solo qualsiasi comportamento anti-concorrenziale.
 
Durante il suo discorso, Kroes si è espressa anche contro Office Open XML (OOXML), il formato Microsoft per i documenti, che in aprile è stato riconosciuto dalla International Organization for Standardization (ISO) come standard internazionale e, quindi, messo sullo stesso piano del software aperto ODF, suo concorrente.
 
"Se le votazioni in sede di definizione standard non sono influenzate tanto dai meriti tecnici di una tecnologia, quanto piuttosto da accordi di parte, incentivi, offerte speciali, accordi di reciprocità o pressioni commerciali, rischiamo contraddire le regole di concorrenza", ha detto. La Commissione sta attualmente svolgendo un'inchiesta sull'OOXML competition inquiry.