eHealth: le posizioni

 
Il commissario per la salute e la protezione dei consumatori Markos Kyprianou ha detto che "l'eHealth è in grado di migliorare l'assistenza sanitaria. Ancor più importante, è la possibilità di ridurre gli errori medici e salvare vite umane. Abbiamo bisogno di un partenariato tra i ministri della sanità, i fornitori di tecnologia, le associazioni di pazienti e le ONG per la salute per realizzare il pieno potenziale dell' eHealth in Europa."

"L'approccio europeo in materia di eHealth dovrebbe ridurre la spesa per i pazienti. Inoltre, le cartelle cliniche elettroniche sono in grado di aiutare i medici a diagnosticare la malattia e prescrivere trattamenti in modo più accurato, riducendo in tal modo gli errori medici. Ciò significa anche ridurre pratiche burocratiche per migliorare l'efficienza.
L'uso di referti elettronici in Danimarca ha permesso un risparmio di un milione di euro l'anno, che potrebbe salire fiono a 3,5 milioni di l'anno, se tutti i referti fossero inviati per via elettronica", ha detto il Commissario per la società dell'informazione Viviane Reding.
 
"La cooperazione UE-USA in materia di eHealth è importante in quanto ci sono grandi aree economiche con le stesse caratteristiche, come ad esempio l'invecchiamento della popolazione. Abbiamo bisogno di coordinare lo sviluppo di norme e di interoperabilità in questo campo," ha affermato il direttore generale della Commissione per la società dell'informazione Fabio Colasanti.
 
"E' anche chiaro che la tecnologia in quanto tale non è sufficiente. Ha bisogno di essere accompagnata con un adeguato ambiente giuridico ed educativo dei professionisti sanitari", ha detto Frans de Bruïne della Direzione Generale UE per la Società dell'informazione.
 
"L'eHealth non dovrebbe più essere un argomento di particolari conferenze, ma semplicemente il modo normale di fare assistenza sanitaria", ha affermato Petra Wilson, direttore per il settore sanitario pubblico di Cisco Internet Business Solutions Group. "Abbiamo bisogno di dare incentivi ai medici per incoraggiarli ad adottare e ad utilizzare la tecnologia."
 
 
Pietro Langkafel di SAP conviene che l'incentivazione dei medici è importante, sottolineando che non basta: "Dovete dimostrare valore e un business case per eHealth - una migliore qualità delle cure e la sicurezza del paziente, oltre a  migliorare l'uso delle risorse in materia di assistenza sanitaria (risorse umane, processi). Il business case  deve essere presentato con l'analisi costi-benefici".
 
"Perché i pazienti non dovrebbero avere lo stesso tipo di servizio in materia di assistenza sanitaria come ad esempio nel settore bancario? (...) I pazienti dovrebbero rivolgersi ai loro fornitori di servizi sanitari e iniziare a esercitare pressioni su di loro per pretendere un uso maggiore della tecnologia", ha detto Baldur Johnsen, direttore dello sviluppo dei servizi sanitari nel mercato dell'eHealth presso Hewlett Packard.
"Quello dedicato alla salute è il segmento con il più alto tasso di crescita nella nostra società", secondo Charles Scatchard, vice-president di scienze sanitarie a Oracle, "...e sappiamo anche che tutte le nuove tecnologie sanitarie necessitano di un periodo di circa 17 anni per essere finalmente utilizzabili."
 
 
"L'eHealth consente di superare gli ostacoli legati alle distanze nell'organizzazione e la fornitura di servizi sanitari ed è quindi uno strumento importante sia per le zone rurali e zone urbane. Lo sviluppo di tali tecnologie innovative contribuisce anche allo sviluppo economico globale di una regione, attirando imprese specializzate in questo settore e la creazione di nuove opportunità di occupazione", ha affermato Agneta Granström, Consigliere di Norrbotten.
"Dobbiamo iniziare con il rafforzamento della cooperazione tra ospedali e tra gli altri comparti dell'assistenza sanitaria in tutta Europa. Non abbiamo bisogno di un sistema unico, uguale per tutti, ma di diversi sistemi interoperabili. Sia le università che le imprese dovrebbero apprezzare pienamente l'enorme potenziale dell'eHealth e offrire gli strumenti necessari insieme con le regioni che dovrebbero impegnarsi per lo sviluppo dell'eHealth ", ha aggiunto.
 
 
Il gruppo dei farmacisti dell'Unione europea (PGEU - Pharmacists Group of the EU) invita le Autorità nazionali ed europee ad aiutare i farmacisti, insieme ad altri fornitori di servizi sanitari, a conoscere i vantaggi e le opportunità dati da un maggiore uso di Internet e dallo sviluppo delle applicazioni della sanità elettronica. PGEU aggiunge che lo sviluppo di norme europee e il riconoscimento della certificazione di applicazioni P2P, compresi i necessari standard per la trasmissione elettronica delle prescrizioni e dei relativi dati sanitari, dovrebbe aiutare tutti i soggetti interessati ad ampliare i servizi esistenti e le prestazioni sanitarie, gradualmente e in condizioni di sicurezza per le applicazioni Internet. Inoltre, le farmacie dovrebbero avere accesso a tutte le informazioni pertinenti.
 
 
Nel 2007, i Garanti europei per la protezione dei dati hanno approvato un documento di lavoro che approfondisce i requisiti di legge e i parametri applicativi da tenere presenti nella strutturazione e nella gestione di un sistema nazionale di cartelle cliniche elettroniche. Sul documento sarà aperta una consultazione pubblica per sollecitare contributi e commenti.
Il documento si compone di una parte generale nella quale sono indicate le premesse per l'istituzione di un sistema nazionale di cartelle sanitarie elettroniche (EHR - Electronic Health Records), e di una parte specificamente dedicata all'individuazione delle garanzie per la protezione dei dati. Dopo un'analisi approfondita dei requisiti previsti dalla Direttiva 95/46/CE  europea sulla protezione dei dati per il trattamento dei dati  sanitari, i Garanti ritengono che il fondamento più appropriato per l'istituzione di un sistema di cartelle cliniche elettroniche  - centralizzato, decentralizzato o misto - sia offerto dall'articolo 8 della direttiva, che consente agli Stati membri di trattare i dati sensibili senza il consenso della persona,  purché questo avvenga per motivi di interesse pubblico rilevante e siano fissate misure legislative che tutelino i principi di protezione dei dati.