L'uso armonizzato dello spettro radio

 
La Commissione vuole armonizzare le frequenze radio utilizzate dalla banda ultra larga per potenziare il mercato dei servizi wireless e di prodotti, compresi i computer portatili, telefoni cellulari e televisori.
La Commissione ha adottato, il 21 febbraio 2007, una Decisione che autorizza l'uso armonizzato dello spettro radio da parte delle apparecchiature che utilizzano la tecnologia a banda ultralarga nella Comunità, che  che stabilisce le condizioni per l'utilizzo di banda ultra larga, che sarà utilizzata dalle nuove generazioni di dispositivi wireless.
L'obiettivo è quello di garantire che tutti i 27 Stati membri utilizzino le stesse frequenze radio per questa tecnologia. Questo permetterà di evitare interferenze con altri settori, come la telefonia mobile e l'emittenza televisiva o l'uso dello spettro radio. L'uso armonizzato dello spettro radio consentirà, inoltre, l'uso deli stessi prodotti wireless in tutta l'UE, creando così un unico mercato di massa per i costruttori.
Grazie all'UWB, molti dispositivi elettronici finora collegati via cavo avranno una alternativa senza fili, in grado di trasmettere dati a tassi molto elevati, utilizzando meno energia.
 
La decisione è parte della strategia della Commissione di rendere l'uso dello spettro radio nell'Unione Europea più flessibile ed efficiente a sostegno di specifiche politiche comunitarie, quali le comunicazioni elettroniche, i trasporti, la R&S e la radiodiffusione.
 
La decisione  precede l'apertura dello spettro radio per le comunicazioni e i nuovi servizi di telefonia mobile Communication on Mobile TV: Strengthening the Internal Market for Mobile TV (Luglio 2007) ed è parte della strategia della Commissione di rendere l'uso dello spettro radio nell'Unione europea più flessibile ed efficiente (European Commission: Proposal on radio spectrum, Novembre 2007) a sostegno di specifiche politiche comunitarie, quali le comunicazioni elettroniche, i trasporti, la R & S e la radiodiffusione, come indicato nella presentazione della della riforma del settore delle telecomunicazioni (Audio della conferenza stampa di presentazione Emergency services join fight for radio spectrum Novembre 2007).
L'obiettivo è quello di rivedere il sistema di gestione delle frequenze radiotelevisive a livello europeo ed il Parlamento si è espresso per l'adozione di un approccio sostenibile in Europa che promuova la concorrenza e lo sviluppo di nuove tecnologie ed impedisca l'accumulo dei diritti relativi alle frequenze e la formazione di monopoli, portando vantaggi ai consumatori.
 
I deputati hanno poi evidenziato che lo spettro deve essere gestito in modo flessibile e trasparente e contribuire alla diversità culturale e linguistica, alla libertà di parola e al pluralismo dei media e tenere conto delle necessità tecniche, sociali, culturali e politiche di tutti gli Stati membri.
La gestione dello spettro non può basarsi unicamente su criteri del mercato, ma deve tener conto anche di più ampie considerazioni di natura sociale, culturale e politica. Il ricorso a meccanismi di mercato, infatti, deve anche garantire la tutela degli interessi dei consumatori e incoraggiare l'utilizzazione di prodotti e servizi innovativi.
 
Il Parlamento ha riconosciuto che il modello tradizionale continuerà ad applicarsi, soprattutto laddove sono in gioco importanti interessi pubblici e ha detto di ritenere che l'introduzione di un approccio in materia di spettro basato sul mercato sarà quanto più efficace se fondato su un accordo consensuale sostenuto da regolamentatori, operatori e altri attori.  
 
Ha trovato buona accoglienza anche la proposta della Commissione di adottare modelli per una gestione differenziata dello spettro, compreso il modello senza licenza che offre una maggiore flessibilità consentendo il libero accesso entro determinati limiti tecnici.
La neutralità tecnologica unitamente alla neutralità del servizio dovrebbero rappresentare i principi fondamentali per promuovere la concorrenza e l'innovazione.
In tale contesto il metodo amministrativo di assegnazione dei diritti di utilizzo dello spettro potrebbe essere integrato, a livello degli Stati membri, dall'attribuzione di maggiori frequenze a usi non soggetti a licenze e, pertanto, eventualmente comuni.
 
Il Parlamento ha sottolineato peraltro che la liberalizzazione dell'utilizzo dello spettro radio pone vari problemi agli utenti attuali e ha rilevato che, data la rarità della risorsa, dovrebbero essere assegnate adeguate quantità di spettro per far fronte ai bisogni dei consumatori e dei servizi di interesse pubblico e sottolinea la necessità di introdurre una clausola di riassegnazione delle frequenze in caso di mancato rispetto degli impegni assunti all'atto della loro attribuzione. L'UE esorta poi gli Stati membri ad appoggiare misure di cooperazione rafforzata tra le autorità responsabili della gestione dello spettro al fine di esaminare i settori in cui l'attribuzione comune dello spettro consentirebbe l'introduzione di nuove tecnologie e servizi e il rafforzamento dei loro scambi di informazioni.
 
L'Europarlamento ha sottolineato anche il valore potenziale dello spettro liberato a seguito del passaggio al digitale (dividendo digitale) che potrebbe aumentare la disponibilità diffusa della banda larga accessibile mobile/senza fili, e l'importanza della separazione tra fornitori di infrastrutture e fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche, nonché l'importanza di evitare la formazione di monopoli (Reinvesting the Digital Dividend in Safeguarding Citizens, Aprile 2008).
 
Concorda poi con la Commissione sul fatto che una parte del dividendo digitale dovrebbe essere destinata all'armonizzazione tecnica a livello europeo. Al riguardo, propone che, al fine di realizzare un'armonizzazione tecnologica, dovrebbero essere messi a punto standard tecnici minimi comuni per assicurare la coesistenza tecnica ed evitare le interferenze, facendo in particolare attenzione a non pregiudicare l'uso delle bande di frequenza già assegnate e alla soluzione delle dispute transfrontaliere.
(Council: Conclusions on radio spectrum, Giugno 2008)