Promuovere nuovi investimenti nelle nuove infrastrutture

 
L'uso dello spettro radio deve essere coordinato e armonizzato nella UE per consentire ai cittadini di beneficiare di nuovi servizi quali l'accesso a Internet in banda larga mobile e nuovi  incentivi per gli investimenti nelle nuove infrastrutture, tra cui le reti di accesso di prossima generazione.
 
Lo spettro radio di proprietà degli Stati membri è una risorsa essenziale per molti servizi wireless, dalla radiodiffusione alla mobile Tv, dalle comunicazioni mobili a Internet a banda larga, fino ai nuovi servizi elettronici quali l'eHealth o l'eGovernment.
 
La Commissione per l'industria chiede alla Commissione Europea di presentare una proposta legislativa volta a stabilire un ‘piano d'azione sullo spettro radio', nonché di mettere a punto un approccio più coerente e integrato nella ripartizione del ‘dividendo digitale', ossia le frequenze che si libereranno al momento del passaggio dall'analogico al digitale, da completare entro il 2012.
In base alle modifiche attuate al progetto di Direttiva, gli Stati membri sono tenuti a garantire che qualsiasi tecnologia o qualsiasi servizio possa usare qualsiasi frequenza disponibile per servizi di comunicazione elettronica, in linea con i piani assegnazione delle frequenze stabiliti a livello nazionale e con i regolamenti ITU.
Eventuali misure che richiedano l'allocazione di una specifica banda di frequenza per un determinato servizio dovranno essere giustificate da finalità di interesse generale come ad esempio garantire la sicurezza, la promozione della coesione sociale, regionale o territoriale, o di obiettivi culturali quali la diversità culturale e linguistica e il pluralismo dei media.
 
Con l'approvazione della  Relazione sulla proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio recante modifica delle direttive 2002/21/CE (Luglio 2008), l'Ue ha voluto sottolineare innanzitutto che un quadro normativo equo ed equilibrato per le reti e i servizi di comunicazione elettronica "costituisce un pilastro essenziale dell'intero settore audiovisivo dell'Unione europea", precisando che lo scopo ultimo dell'intervento è quello di ridurre progressivamente le regole ex ante e arrivare a un settore regolamentato "esclusivamente dal diritto della concorrenza".
 
La relazione dice che occorre pertanto riformare il quadro normativo comunitario per le reti e i servizi di comunicazioni elettroniche al fine di completare il mercato interno delle comunicazioni elettroniche rafforzando il meccanismo comunitario che disciplina gli operatori con significativo potere di mercato nei principali mercati.
La riforma comporta, inoltre, la definizione di una strategia efficiente e coordinata per la gestione dello spettro radio al fine di conseguire uno spazio unico europeo dell'informazione, nonché il rafforzamento delle disposizioni concernenti gli utenti disabili al fine di costruire una società dell'informazione per tutti.
 
Il Parlamento ha quindi ribadito che per raggiungere gli obiettivi fissati dall'agenda di Lisbona, è essenziale offrire gli adeguati incentivi agli investimenti nelle reti NGN, le quali rappresentano un enorme potenziale in termini di benefici per i consumatori e le imprese dell'Unione Europea.
Questi incentivi, in ultima analisi, andranno infatti a sostenere l'innovazione nel campo dei servizi Internet ricchi di contenuti e rafforzeranno la competitività internazionale dell'Unione europea.
Gli investimenti in R&S sono di vitale importanza per lo sviluppo delle reti a fibre ottiche di prossima generazione e per giungere a un accesso radio flessibile ed efficiente, il che favorirà una maggiore concorrenza e la disponibilità di applicazioni e servizi innovativi, a tutto vantaggio dei consumatori. La sfida al riguardo consiste nel realizzare la prossima generazione di infrastrutture "ubiquitarie" e convergenti di reti e di servizi per le comunicazioni elettroniche, l'informatica e i media.
 
Allo stesso tempo è essenziale anche  salvaguardare la concorrenza e ampliare la scelta dei consumatori, grazie alla prevedibilità e alla coerenza regolamentare