Broadband Scorecard Q3 - 2007
Pubblicato il 18 febbraio 2008
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L'ultimo rapporto ECTA (European Competitive Telecommunications Association) rivela che in Italia la diffusione della banda larga è al 16,5% (pari a 7,38 milioni di linee DSL) contro una media UE del 19,8%.
Un dato che pone il Paese in coda alla classifica dell'Europa a 15, seguita solo da Portogallo e Grecia.
Tuttavia, nell'arco di tempo tra settembre 2006 e settembre 2007, la crescita in Paesi quali Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito si è attestata rispettivamente al 3%, 9%, 8%, 1% ed 8%, mentre in Grecia ha raggiunto addirittura il 45%.
In comune con la Germania, che detiene il tasso più basso di crescita in assoluto, l'Italia ha la presenza di fortissimi incumbent: Telecom Italia, infatti, attualmente controlla ancora il 64% del mercato che corrisponde alla percentuale più alta in Europa se si escludono Cipro e Lussemburgo, mentre Deutsche Telekom grazie anche ad una politica ultraprotezionista sulle reti NGN, che è costata al Paese il deferimento dinnanzi alla corte di Giustizia europea, detiene il 52%. La situazione è particolarmente indicativa se si pensa che, ad esempio, l'operatore storico britannico BT controlla il 26% del mercato e quello francese France Télécom il 47%.
Il presidente ECTA Innocenzo Genna ha spiegato che l'Italia paga ancora lo scotto sia delle pratiche anticoncorrenziali dell'operatore storico, che ha fin qui utilizzato mezzi palesemente scorretti soprattutto per recuperare i clienti passati alla concorrenza, sia di una regolamentazione che, pur essendo tra le migliori d'Europa, non riesce a scalfire lo strapotere dell'operatore dominante e delle sue pratiche commerciali aggressive e troppo spesso sleali.
L'Agcom non è tuttora dotata di procedure e sistemi sanzionatori tali da indurre concretamente Telecom Italia a rispettare le norme diligentemente e per tempo: un quadro allarmante per il Paese, che non solo versa in una posizione di svantaggio rispetto al resto d'Europa, ma non è neanche in grado di mostrare segni di ripresa se si pensa che Telecom è stata condannata per ben dodici volte dal 1995 allo scorso anno per comportamenti anticoncorrenziali con una media di una condanna all'anno.
Sottolinea ancora l'ECTA che l'Italia da un lato ha visto crescere i collegamenti in fibra ottica, arrivati a quota 265 mila (10 mila in più rispetto all'ultima rilevazione), e continua ad essere il Paese con il maggior numero di collegamenti a banda larga satellitare (scelti soprattutto per la mancanza di alternative), mentre dall'altro è carente nei collegamenti in unbundling.
Diversi studi hanno dimostrato che i mercati più competitivi, dove le linee in unbundling rappresentano la maggior parte delle connessioni, sono anche quelli dove la banda larga è più diffusa e gli investimenti sono ai livelli più alti: l'Italia non è tra questi Paesi.
La Gran Bretagna da gennaio 2006 al luglio 2007, ad esempio, è passata da 500 mila accessi a 4 milioni perché l'utente sceglie un operatore piuttosto che un altro da quando i regolatori hanno liberalizzato l'accesso all'ultimo miglio.
Allegati:
A. Broadband Scorecard 3Q 2007
B. Corrigendum Table 22.02.2008
C. Methodology Scorecard 25.02.2008
D. Austria
E. Belgium
F. Czech Republic
G. Denmark
H. Finland
I. France
L. Germany
M. Greece
N. Hungary
O. Ireland
P. Italy
Q. Netherlands
R. Norway
S. Poland
T. Portugal
U. Slovenia
V. Spain
Z. Sweden
0. UK
1. European Broadband League Table Q3 2007
