Il possesso di beni tecnologici dei consumatori italiani

Pubblicato a febbraio 2008
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Sebbene il divario socio-economico nell'accesso alle tecnologie sia ancora forte e nonostante la fiducia dei consumatori sia ormai ai minimi storici, gli italiani hanno voglia di tecnologia.

Lo rivela l'ultima indagine ISAE, secondo cui nel 2007 è cresciuto notevolmente il numero di Pc nelle famiglie italiane, ma mai ai livelli conosciuti a fine anni '90 dai cellulari.

Secondo l'Istituto di Studi e Analisi Economica, la quota di famiglie in possesso di un Personal Computer è passata dal 45,3% al 49,6% e quella relativa al collegamento Internet dal 38,7% al 43,1% con una prevalenza di connessioni a banda larga, che costituisce circa i tre quarti del totale.

Crescono anche il possesso di DVD (Digital Video Disk), di televisori ad alto contenuto tecnologico e la diffusione di fotocamera digitali e navigatori satellitari.

Tuttavia, dallo studio emerge che nessuna di queste tecnologie supera la rapidissima diffusione dei cellulari al volgere dello scorso decennio, quando si sancì il passaggio del cellulare da status symbol a gadget di massa.
Spiega l'ISAE, infatti, che tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo decennio i telefoni mobili avevano raggiunto più velocemente una quota crescente di famiglie rispetto a quanto registrato negli ultimi anni per il Personal Computer ed Internet.

Comparando, però, i dati ISAE con quelli internazionali raccolti dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) emerge che l'Italia segue più o meno il trend degli altri maggiori Paesi europei, ad eccezione dei collegamenti Internet dial-up, per i quali si è registrata una diffusione più lenta.

A fronte di un divario socio-economico ancora forte nella possibilità di accesso ai beni tecnologici, l'ISAE si dice comunque ottimista per il prossimo futuro, quando con ogni probabilità la popolazione avrà acquisito le conoscenze necessarie al loro utilizzo.

L'ISAE, però, ha sottolineato che i risultati di alcune stime effettuate sui dati individuali mostrano la persistenza di significativi divari riguardo al reddito, al grado di istruzione, all'età e alla composizione familiare; meno rilevante è invece il ruolo giocato dalla zona e dall'ampiezza del comune di residenza.

Un impatto minore, ma comunque statisticamente significativo, si registra anche in base all'età e al genere: con i maggiori di 50 anni (soprattutto se senza figli) e le donne che mostrano una dotazione tecnologica nettamente inferiore rispetto ai più giovani e agli uomini.


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A. Nota mensile febbraio 2008