Con la nomadicità cambiano le abitudini

Nomadicità. La parola sta comparendo nei dizionari, fino ad oggi fermi alla parola “nomade”, derivante dal greco “pascolare”, cioè cambiare continuamente la propria abitazione permanente. La nomadicità ha oggi ben altro significato, collegato all’applicazione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Significa la possibilità operativa di essere sempre e comunque, anche quando ci spostiamo, in collegamento con l’universo mondo, partecipi della società della comunicazione.

Nel numero di ottobre 2006 di Telèma ci siamo occupati dei dispositivi (il terminale, il PC, ecc.) che permettono di collegarci alle reti. (“Siamo nell’epoca del TUTTOFONINO” abbiamo scritto, coniando anche in questo caso una parola che riassume il significato dello strumento e il suo utilizzo).

In questo numero ci occupiamo, facendo parlare come di consueto esperti e tecnici, di come la crescente diffusione della nomadicità stia cambiando il modo di vivere e di operare di ciascuno di noi; di come si abbiano ricadute sull’attività economica, sulle imprese, sui servizi pubblici e privati.

Le trasformazioni sono profonde e continue. La nuova tecnologia è un dispositivo che permette la connessione costante con le reti e quindi di comunicare con radio a banda larga e con costi definiti quasi nulli. I risultativengono giudicati positivi.

Gli esempi si susseguono. Basta oggi un’antenna per dare vita ad un punto di accesso alla rete Wi-Fi e quindi a tutte le reti. Così in un aeroporto, in un supermercato, in una università, in un grande condominio. L’apertura di nuove porte è incessante…

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