I campi elettromagnetici non sono più "sconosciuti"
"Conoscere per deliberare”, come diceva Luigi Einaudi. Ma anche “per capire”, perché è sempre più importante e determinante, in questa società della comunicazione di cui siamo parte, conoscere i dati di fatto, i risvolti tecnologici, le implicazioni operative per non commettere errori di valutazione, per capire le modifiche in itinere, per conciliare il progresso con la tutela dell’ambiente e della salute.
In quest’ottica vanno lette le iniziative, promosse dal Ministro delle Comunicazioni, per informare i cittadini in tema di campi elettromagnetici.
I risultati sono significativi. Non solo le verifiche in svolgimento (ne parlammo su Telèma nel numero di febbraio 2003) dimostrano che i limiti italiani, tra più bassi di quelli adottati dagli altri Paesi europei, vengono rispettati, ma la campagna di informazione viene apprezzata e condivisa. Il cittadino informato si basa su dati di fatto. Li giudica con obiettività. Non si fa coinvolgere in duelli ideologici pro o contro i cambiamenti che caratterizzano la società moderna.
La sindrome da “elettrosmog” (parola coniata in Italia e in uso soltanto nel nostro Paese) sta lasciando spazio ad analisi attente, a monitoraggi accurati, a verifiche puntuali che permettono di affermare, con pacatezza ma anche con convinzione, che gli apparati utilizzati per il funzionamento della telefonia mobile, se in regola con le normative, non costituiscono pericolo per la salute dei cittadini.
Scarica il testo del quaderno in formato pdf
