Il controllo dell'ambiente si attua mettendo a punto reti efficienti
Le reti sono (e ancora di più lo saranno in futuro) fondamentali per il progresso della società dell’informazione, della conoscenza, di cui siamo parte. È in questa ottica che “Telèma” ha puntualmente raccontato i passi compiuti in questo settore. Ha indicato quelli da compiere. Si è occupata di reti di monitoraggio dei campi elettromagnetici nei numeri di febbraio 2003 (“Telefonia mobile e emissioni elettromagnetiche”) e maggio 2004 (“I campi elettromagnetici non sono più sconosciuti”). Con questo “Quaderno”, “Telèma” compie un ulteriore passo lungo la strada della conoscenza (necessaria per definire bene le cose da fare) cercando di realizzare una fotografia, il più possibile completa (potremmo chiamarla un piccolo “libro bianco”) sulle reti di monitoraggio per il controllo dell’ambiente.
Sono molti gli agenti fisici che condizionano l’ambiente. Si va dall’inquinamento da gas di scarico delle automobili, all’inquinamento luminoso, a quello delle acque, alle radiazioni di varia natura (ionizzanti e non ionizzanti), ecc. Tutti questi agenti possono (e devono) essere controllati costantemente attraverso reti dedicate che si stanno sviluppando e affinando utilizzando le nuove tecnologie per la rilevazione e la trasmissione dei dati (tra parentesi, per completare lo scenario, ricordiamo che esistono anche reti orientate alla protezione civile. Ma questo è un altro discorso).
La protezione ambientale si sviluppa tramite Agenzie, denominate “Arpa”. Sono i soggetti istituzionalmente preposti al controllo dell’ambiente. Non tutte le Regioni hanno un analogo livello di organizzazione al loro interno, pur avendo compiti analoghi. Da qui l’esigenza di analizzare le singole situazioni, di individuare punti di riferimento. L’obiettivo: definire la strada ancora da percorrere per dare sicurezza, per fornire risposte concrete al necessario controllo dell’ambiente.
Merita intanto registrare che la rete nazionale di monitoraggio dei campi elettromagnetici è oggi un esempio unico in Europa. Una rete di eccellenza. Dobbiamo raggiungere questo primato anche in altri settori, puntando innanzitutto sull’integrazione fra le reti esistenti. Una sfida che è un impegno a fare, a dare sostanza alla società della conoscenza.
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