Il digitale offre al cinema spazi di diffusione
“D-Cinema”, abbiamo scritto nel numero di marzo 2006 di Telèma, rappresenta la nuova frontiera della cinematografia. E ne abbiamo indicato le principali caratteristiche con autorevoli testimonianze di creativi, di tecnici e di operatori del settore.
Questo nuovo numero di Telèma (l’avevamo preannunciato) vuole integrare e completare, nei limiti del possibile, il discorso, ponendo l’accento sulla tecnologia e sulle nuove possibilità che il digitale può offrire al cinema. Il punto di partenza di ogni analisi sta nella constatazione che il cinema, fra gli ultimi nei media di intrattenimento, sta per abbandonare, sia pure con molta gradualità, la pellicola per entrare nel mondo del digitale.
Il digitale, lo sottolineiamo nel “Quaderno”, viene visto dai creativi non tanto come una via obbligata per il cinema, ma come mezzo espressivo nuovo. Ne consegue che il digitale nel cinema, più che una scelta obbligata, rappresenterà una nuova forma espressiva, fermo restando che la pellicola 35 mm non sarà sostituita in tempi brevi da supporti numerici. Il dato di fatto è che il digitale rappresenterà, con le sue applicazioni, un importante passo nella diffusione del prodotto cinematografico fuori dalle sale. Avrà spazi operativi per la produzione di contenuti filmici destinati alla TV, e ai nuovi supporti di fruizione (consolle, telefonini, ecc., cioè in tutti i mezzi che caratterizzano la società della comunicazione).
La strada è segnata. Basti pensare a come Internet stia diventando uno dei maggiori veicoli di diffusione dei trailers filmici e quindi un importante mezzo di promozione delle nuove uscite.
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