Il digitale terrestre accende i motori

La televisione digitale terrestre si sta diffondendo celermente. Diventa realtà, giorno dopo giorno. Nel settembre 2002, il Quaderno di Telèma dedicato a questa “rivoluzione” parlava di “transizione in atto”. I tempi sono stati “bruciati”. Quella che l’Autorità Garante per le Comunicazioni ha definito “la più importante innovazione tecnologica nella storia delle telecomunicazioni” è passata dalla fase della “sperimentazione” all’applicazione operativa.

Ripercorriamo le tappe. Fino alla fine dello scorso anno, il digitale terrestre era un prodotto di laboratorio. I ministri europei delle Comunicazioni, riuniti a Cernobbio (24-25 ottobre) in una delle tante iniziative sviluppate nel semestre di presidenza italiana dell’Ue, parlavano di “parco del futuro” a proposito di sistemi, di decoder, di programmi e di servizi per i cittadini.

Un “futuro” che diventa presente. Le applicazioni, da allora, si sono succedute. Il primo dicembre 2003 Mediaset ha cominciato le trasmissioni. Il 3 gennaio 2004 la RAI, celebrando il cinquantesimo della TV, ha inaugurato dai suoi studi di Milano le prime trasmissioni regolari. Nel contempo ha iniziato l’operatività il Fondo di 110 milioni di euro previsto dalla Finanziaria 2004 che eroga un contributo fino a 150 euro a chi acquista un decoder per ricevere i segnali del digitale terrestre. La procedura per accedere al Fondo, tramite le Poste Italiane, è rapida L’effetto volano di questo Fondo si sta dimostrando positivo.

La sperimentazione privata, quella che le emittenti fanno utilizzando le rispettive loro frequenze, è partita. È in corso di attuazione quella pubblica. L’interesse fra gli utenti è in crescita, alla luce delle multiformi applicazioni del digitale terrestre. Molte sperimentazioni sono in atto.

Questo “Quaderno”, curato come sempre dalla Fondazione Bordoni (la Fondazione ha la supervisione tecnica della sperimentazione pubblica) si propone, con il contributo di esperti, di fare il punto della situazione: dall’analisi dell’offerta televisiva, alle prospettive di mercato (la scadenza, come è noto, per la diffusione del digitale terrestre è stata fissata al 2006) agli aspetti produttivi, al ruolo delle associazioni di categoria. Un insieme di voci a conferma del profondo cambiamento nell’utilizzo della TV che abbiamo cominciato a vivere.

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