Il futuro di Internet: IPv6 un indirizzo per tutti e per tutto
Obiettivo del presente volume è riflettere sull'evoluzione di una delle maggiori componenti tecnologiche dell'infrastruttura di Internet, il protocollo IP, che dall'attuale versione IPv4 - datata ormai di venticinque anni - dovrebbe migrare alla versione IPv6. La migrazione si rende necessaria per superare il problema dello "spazio di indirizzamento" consentito dall'IPv4, ormai prossimo al limite teorico dei 4 miliardi di terminali indirizzabili. Tale limite potrebbe infatti essere raggiunto nel giro di pochissimi anni, con scenari di impatto preoccupanti per la crescita della Rete stessa. Soluzioni tecniche attuate già da molti anni, come il DHCP (assegnazione dinamica di indirizzi IP) e il NAT (Network Address Translation) hanno contribuito ad allontanare significativamente il giorno X, ma con complicazioni nell'indirizzamento e nella configurazione di terminali e con limitazioni in molte applicazioni di tipo Web 2.0. Come in ogni transizione a livello di piattaforma di comunicazione, IPv6 non risolve solo problemi ma apporta numerosi altri vantaggi applicativi, tra cui l'indirizzabilità di innumerevoli dispositivi e sensori (Internet delle cose), la piena accessibilità di ogni terminale da parte di ogni applicazione, la piena interoperabilità del fisso e del mobile, una forte integrazione dei meccanismi di sicurezza e un controllo nativo della qualità di servizio. Tuttavia, nonostante già oggi i desktop, i laptop, i router di utente e i "carrier router" di nuova produzione siano "dual stack", cioè in grado di gestire entrambi i protocolli e, nonostante la Commissione Europea abbia promosso varie iniziative a favore del nuovo protocollo, l'impatto e gli scenari della transizione sono ancora molto dibattuti. La transizione interessa operatori nazionali di telecomunicazioni e società di primaria importanza nel campo della fornitura di connettività e applicazioni Internet, con tutta una serie di opzioni, vincoli, opportunità e prospettive concrete offerte dalla transizione dall'attuale al futuro protocolloIl tema è stato oggetto di un recente Seminario Bordoni, tenuto a Roma il 23 febbraio u.s. Questo numero di Telèma intende rivisitare i temi e gli argomenti principali introdotti dai keynote speaker di tale giornata e fornire altresì un quadro delle azioni in corso in ambito europeo. Il nuovo protocollo si sta gradualmente diffondendo. Si rende disponibile una sempre maggior quantità di contenuti. C'è ancora molta strada da fare, ma il ritmo di cambiamento mostra segni di accelerazione. Quelli che saranno pronti per il giorno X sopravvivranno. La raccomandazione è dunque: pensare, prepararsi e pianificare oggi, perché cambiare e implementare in condizioni di panico sarà molto più costoso.
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