La domanda di comunicazione chiede di aggiornare Internet

Comunicare, d’accordo, è alla base dell’attuale società della comunicazione. Ma per comunicare, per trasmettere parole, suoni, immagini ecc, occorrono adeguate strutture, reti efficienti, protocolli abilitati a fornire risposte tempestive e complete ad una crescente e sempre più articolata domanda. È in quest’ottica che vanno affrontati e analizzati gli strumenti esistenti per comunicare e quelli che si delineano. Attualmente il protocollo IP, fondamento del comunicare con Internet è basato sulla versione 4. La sigla conosciuta è IPv4.

Ma si sta guardando, come è giusto, al domani e cioè all’IPv6. Ed allora ci si domanda: è proprio necessario e urgente questo nuovo protocollo? Quali i costi per essere messo a punto e diffuso? La risposta agli interrogativi si sostanzia negli strumenti che la tecnica innovativa deve dare alla sempre crescente e innovativa società della comunicazione. Con la diffusione di Internet aumenta il numero degli utenti e quindi il numero degli indirizzi. E bisogna tener conto che ogni persona ha più di un dispositivo che si collega a Internet. E tutti i dispositivi, dalla TV al cellulare, all’elettrodomestico, possono e potranno essere connessi a Internet. La moltiplicazione dei punti di contatto è nei fatti.

Siamo di fronte ad una domanda crescente che richiede un protocollo in grado di ampliare gli spazi di comunicazione. E che nel contempo permette di gestire meglio la qualità dell’informazione, del servizio. Un nuovo protocollo, dunque, che richiede adeguati (e quindi notevoli) investimenti. Da qui l’attenzione degli operatori a non compiere il passo più lungo della gamba e dei tempi opportuni, ma impegno ad essere tempestivamente adeguati alle necessità.

La risposta, come documentiamo in questo “Quaderno” è il protocollo IPv6. Un obiettivo che va perseguito con attenzione e con ponderazione, tenendo conto degli incessanti progressi tecnologici e dei crescenti costi di reti che devono essere sempre più sofisticate.

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