La logistica apre le porte a nuovi business

Nuovi spazi operativi per la logistica. Nata per ottimizzare trasporti, spostamenti, rifornimenti viveri in ottica militare, questo concetto ha progressivamente esteso la sua sfera operativa, dalle grandi imprese, alle piccole, alle nuove prospettive che si aprono con l’Information and Communication Technology. La logistica, oggi, come priorità strategica anche a livello di Unione Europea. Molti gli obiettivi da perseguire. Si tratta, in concreto, di valorizzare gli scambi, ma allo stesso tempo di arginare il costo sociale dovuto ad inquinamento, mortalità sulle strade, tempi di percorrenza. Mentre il trasporto merci su rotaia è in calo in tutta Europa (solo il 10 per cento del totale) e i porti sono al limite della loro ricettività (in Italia si valuta intorno al 90 per cento) aumenta il trasporto su gomma. La globalizzazione dei mercati e l’allargamento dei confini europei aggiungono nuovi ordini di problemi. I costi per nuove infrastrutture sono elevati e i tempi di realizzazione troppo lunghi per soddisfare le emergenti domande di traffico. Uno scenario denso di nubi. La priorità si sposta quindi sull’ottimizzazione delle strutture esistenti, sullo sviluppo dell’intermodalità, sulla riduzione dei tragitti a carico vuoto, sulla riduzione dei tempi di imbarco e di controllo doganale, sulla maggiore affidabilità del sistema logistico a garanzia sia del mercato sia della sicurezza del cittadino europeo. Questo “Quaderno” di Telèma mette in luce alcuni aspetti dello scenario, coinvolgendo nell’esposizione delle tematiche attori sia del mondo della logistica sia del mondo dell’ICT. Alla base di questa monografia è la cooperazione che la Fondazione Ugo Bordoni va ricercando a livello europeo attraverso il progetto Melampus per coniugare le potenzialità delle tecnologie di frontiera dell’ICT, le nuove opportunità derivanti dalla convergenza delle reti e dei servizi con le esigenze tipiche di un mercato di massa del trasporto delle merci (va infatti ricordato che in Italia circa il 77 per cento delle imprese di trasporto su gomma è rappresentato dai cosiddetti padroncini).

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