La transizione verso il digitale terrestre

La televisione digitale terrestre sta diventando realtà, aprendo la strada a cambiamenti profondi nello scenario televisivo. La scadenza fissata dalla legge è il 2006. Occorre prepararsi, comprendendo appieno la portata di un’innovazione definita dall’Autorità Garante per le Comunicazioni “la più importante innovazione tecnologica nella storia della televisione, ancora più del colore, della diffusione via satellite e del telecomando”.

Il documento che pubblichiamo è stato elaborato dalla Commissione per lo sviluppo del digitale terrestre (costituita con Decreto del Ministro delle Comunicazioni del 12 novembre 2001), con cui la Fondazione Bordoni ha avviato una stretta collaborazione. Il documento fornisce non solo il quadro normativo e regolamentare che fissa le tappe del cambiamento, offrendo nel contempo un panorama degli sviluppi registrati nei singoli paesi europei, ma fornisce significativi spunti di riflessione su cosa significherà il digitale terrestre per i cittadini.

Cambierà il nostro modo di fruire della televisione. Il cittadino non sarà più un utente passivo, ma potrà a sua volta inviare informazioni. La Tv diventa un terminale attraverso il quale un numero sempre più alto di servizi potrà raggiungere il grande pubblico a costi contenuti. L’interattività sarà protagonista di questa nuova era. Gli accessi IP a larga banda consentiranno applicazioni in molti settori. Citiamo: la telemedicina (in pratica si potrà effettuare un elettrocardiogramma o controllare il diabete a distanza, in diretta con un centro specialistico stando seduti a casa); la pubblica amministrazione, che troverà in questa tecnologia la giusta strada per fornire informazioni su scadenza, moduli, ecc., e per inviare a domicilio certificati e altri documenti. Il testo che pubblichiamo, dal significativo titolo “La transizione verso il digitale terrestre” fornisce anche un quadro della domanda tecnologica che si registra in Italia e che ci fa scommettere sulla possibilità per il nostro Paese di tagliare per primo in Europa il traguardo dell’applicazione diffusa di questa tecnologia.

Alla Fondazione Bordoni è stata affidata la supervisione tecnica della sperimentazione pubblica già in corso, volta ad assicurare i necessari approfondimenti tecnici: in particolare, quelli relativi alle applicazioni di carattere innovativo, nell’area dei servizi pubblici e dell’interazione tra cittadini e Amministrazioni Pubbliche.

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