La TV ad Alta Definizione sul trampolino di lancio

La TV ad Alta Definizione (HD) ha avuto in Italia il suo battesimo sperimentale con la trasmissione dei Giochi Olimpici di Torino, resa possibile grazie alla cooperazione di Rai e Eutelsat. È stato un successo riconosciuto ed apprezzato. Si tratta ora di pensare – come sistema Paese – ad una strategia di progressiva introduzione della nuova tecnologia, nella convinzione che essa potrà apportare enormi benefici all’industria, nazionale ed europea, dell’audiovisivo in un futuro non troppo lontano.

L’Alta Definizione digitale (quella analogica, in Giappone, esiste dal 1989) è partita, con trasmissioni regolarmente in onda, in Usa e in Giappone fra il 2002 e il 2003. Siamo di fronte ad una tecnologia che riguarda i contenuti e non la rete. Permette di avere sul video immagini di qualità molto superiore rispetto a quelle oggi ricevibili. Le reti attuali (via satellite, digitale terrestre, ecc.) possono tranquillamente trasportare i segnali dell’Alta Definizione. Ma questi segnali occupano più banda rispetto al segnale della definizione standard. Da qui la necessità di aumentare gli spazi di trasmissione tenendo conto che l’industria dei contenuti sta orientandosi verso una produzione esclusivamente in HD, con il risultato che se non si procede lungo la strada dell’Alta Definizione si va progressivamente fuori mercato.

Per la ricezione dell’Alta Definizione sono necessari nuovi schermi televisivi a risoluzione adeguata, garantiti dal marchio interindustriale HD Ready. Sono altresì necessari nuovi decoder. Da qui lo stimolo per le imprese a produrre tutta una classe di nuove apparecchiature per la fruizione del segnale HD.

L’Italia, come documentiamo in questo “Quaderno” sulla base di specifiche testimonianze, sta facendo la sua parte. I principali attori (industrie e istituti) con interessi per l’innovazione nel settore audiovisivo, hanno costituito un gruppo, lo HD Forum Italia, che opera con il coordinamento della Fondazione Bordoni e la partecipazione di una trentina di aziende. Gli obbiettivi del Forum sono: 1) armonizzare a livello nazionale ed europeo le scelte possibili fra una rosa di standard e profili di utilizzazione; 2) individuare e promuovere un percorso di progressiva affermazione, dell’Alta Definizione, in un orizzonte temporale fra il 2010 e 2015. Obiettivi ambiziosi, ma perseguibili. I presupposti ci sono tutti.

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