Le nuove tecnologiche fotoniche
L'Italia ha fatto bella figura al “vertice” UE di Viterbo dei Ministri della Comunicazione e della Innovazione, “vertice” dedicato a fare il punto sui progressi compiuti verso l’obiettivo “una società dell’informazione per tutti” (Consiglio straordinario di Lisbona del marzo 2000).
I progressi riguardano fra l’altro l’utilizzo crescente della fibra ottica nelle reti di accesso (utenti a casa). I 12 mila 700 utenti (al 31 luglio 2003) con fibra ottica a casa sono destinati ad aumentare progressivamente di numero ed a stimolare ulteriori innovazioni, diversi e sempre più sofisticati utilizzi.
La prospettiva è allettante. Con le nuove tecnologie fotoniche si avranno grossi miglioramenti nell’elaborazione delle informazioni e nell’utilizzo di dispositivi vari, che vanno dalla sensoristica alla sicurezza. La fibra ottica permetterà di avere a disposizione una banda larga ancora più larga dell’attuale, per la trasmissione ad altissima velocità di dati, cifre, informazioni, ecc.
Questo “Quaderno” si propone di spiegare, con l’intervento di “addetti al lavoro”, le ricadute operative dell’utilizzo delle nuove tecnologie fotoniche. Della banda larga abbiamo detto: l’obiettivo si avvicina. E ancora: si potranno realizzare calcolatori ottici che permetteranno di avere una velocità di impiego molto più alta di quella che si ha oggi con l’elettronica (l’ottica sostituisce l’elettronica come il fotone sostituisce l’elettrone).
Altro settore: la costruzione di sensori che permetteranno di monitorare in maniera efficiente l’ambiente che ci circonda. E ancora: la telemedicina, che con la nuova tecnologia permetterà interventi a distanza e il monitoraggio della salute di ognuno di noi.
Fantascienza? No. Sono le prospettive dell’innovazione che avanzano. E nella quale l’Italia vuole svolgere un ruolo positivo e propositivo.
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