L'importanza dello spettro radio per un mondo senza fili
Il tema della gestione dello spettro radio è venuto acquisendo in questi ultimi anni un'importanza crescente, è sempre più evidente la rilevanza che letrasmissioni basate su comunicazioni senza fili (Wireless) hanno assunto nello sviluppo economico. Contemporaneamente, è cresciuta la consapevolezza che lo spettro radio (le cosiddette "frequenze") è in tutto e per tutto assimilabile ad una risorsa naturale; l'attuale elevata richiesta da parte degli operatori economici si scontra con la penuria nella sua effettiva disponibilità sul mercato. Tutto ciò evidenzia perchè tale risorsa naturale possa spesso venire percepita dagli attori sul mercato come una risorsa scarsa.
L'ovvia conclusione delle due precedenti considerazioni è che la gestione dello spettro radio presenta larghi spazi di miglioramento: questa è la motivazione fondamentale che ha portato ad affrontare in modo risoluto la questione della gestione dello spettro radio. In parallelo a quanto accade per le problematiche energetiche, in cui il fabbisogno crescente di energia e la preannunciata scarsità di risorse genera l'esigenza di un approccio efficiente al loro utilizzo, così sul tema dello spettro radio si giocano molte delle partite legate al futuro sviluppo economico. Ed accanto ai "petro-dollari", parleremo sempre più spesso anche di "radio-euro".
Il valore economico che può generarsi è altissimo, per il suo valore intrinseco, ma anche per l'effetto moltiplicatore in grado di produrre. Se, infatti, grazie ad una buona politica delle frequenze, si riuscisse ad indurre una maggiore concorrenza nei servizi di telecomunicazione o nei servizi di broadcasting - ad esempio attribuendo frequenze liberate ad operatori entranti piuttosto che a quelli preesistenti - tutte le attività economiche che utilizzano tali servizi diventerebbero più competitive, a tutto vantaggio dei consumatori finali. Dunque, la corretta gestione dello spettro e la sua adeguata valorizzazione economica rappresentano ulteriori obiettivi prioritari delle politiche del settore nel prossimo futuro. Mentre in passato, infatti, si concedevano parti dello spettro ai primi operatori che ne facevano richiesta, dato che gli utilizzi erano molto ridotti e i bacini d'utenza poco numerosi, oggi tale meccanismo appare del tutto fuori luogo e non più economicamente sostenibile, in ragione della crescente domanda di spettro necessaria per l'erogazione dei moderni servizi di radiocomunicazione e per l'elevata redditività che da questi deriva.
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