L'opt-out nel telemarketing è sempre più realtà: dal telefono alla posta, con uno sguardo verso Internet
Nel precedente numero dei Quaderni di Telèma abbiamo affrontato il tema del Registro Pubblico delle Opposizioni inquadrando il contesto e le condizioni che hanno portato all'affermazione del nuovo strumento. Ci siamo soffermati sugli aspetti tecnici e normativi del servizio e fornito una visione comparata con gli altri Paesi che adottano il sistema dell'opt-out nel settore del telemarketing.
Per completare lo scenario e fare un primo bilancio del Registro abbiamo intervistato direttamente gli attori coinvolti nel funzionamento del sistema, che nei loro contributi hanno descritto i vantaggi e i limiti dello strumento, oltre ad aver avanzato critiche e proposto dei suggerimenti per migliorare il sevizio.
L'estensione dell'opt-out dal telemarketing telefonico a quello cartaceo rende ancora più attuale l'argomento, che lascia spazio a riflessioni di più ampio respiro, come quella del cambiamento delle abitudini di fruizione dei mezzi di comunicazione da parte degli utenti. Il telefono, nonostante sia uno degli strumenti più semplici e familiari, può tuttora violare la nostra privacy con chiamate pubblicitarie indesiderate; lo stesso può valere per il mezzo postale. Le nuove tecnologie, invece, veicolano un livello di complessità che non tutti i cittadini sanno cogliere. La maggior parte degli utenti Internet hanno abbracciato entusiasticamente i vantaggi offerti dalla Rete senza conoscere i rischi che corrono per il mancato controllo delle proprie informazioni. Per questo è quanto mai urgente favorire la consapevolezza sulla raccolta e il trattamento dei dati personali non solo nei canali più tradizionali, ma anche nell'ambiente on line. Un'opportunità per le Istituzioni di "giocare d'anticipo" per garantire la riservatezza dei cittadini, lasciando sempre al singolo la possibilità di scelta su come e quanto proteggere i dati personali.
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