Modelli di Business per le TV locali
Un passo dopo l’altro, a documentazione degli incessanti cambiamenti che caratterizzano la società della comunicazione. Si è così parlato, nel “Quaderno di Telèma” di luglio/agosto 2004 dei progetti per l’utilizzo del digitale terrestre; nel numero di marzo 2005 si sono quindi analizzati gli scenari della TV digitale, dal punto di vista delle caratteristiche operative.
Con il convegno svoltosi nell’ottobre 2006, promosso da Ambiente Digitale e Fondazione Ugo Bordoni e patrocinato dal Ministero delle Comunicazioni, è stato analizzato e documentato ciò che è stato realizzato. Questo numero di Telèma è dedicato, appunto, a fornire un’ampia e articolata sintesi degli interventi al convegno su come valorizzare il patrimonio delle TV locali, i business model sostenibili e i percorsi sperimentati.
Lo sguardo si allarga; le applicazioni si moltiplicano. Il mercato delle TV locali si pone oggi come oggetto di analisi e dibattito non solo per valutarne stato dell’arte e prospettive di sviluppo, ma anche per mostrarne il valore, per indicare gli scenari possibili. Le televisioni locali vanno sostenute e rafforzate in un’ottica di sistema, che garantisca il loro sviluppo ed assicuri allo stesso tempo la loro autonomia. Il lavoro svolto è nei fatti. Funzionano molti servizi interattivi e si comincia a parlare di convergenza di questi servizi nelle diverse piattaforme televisive.
Nel corso del Convegno è stato presentata una panoramica delle varie categorie dei servizi, mettendo l’accento sui servizi che possono essere di interesse per le TV locali. Qualche esempio. Il T-shopping: Mediaset ha aperto sul digitale terrestre un canale interamente dedicato alla vendita di prodotti. Per le TV locali quello degli acquisti è un terreno di possibili, interessanti sviluppi. Analoghe osservazioni si possono fare per il T-banking, l’Interactive Advertising, ecc. Il ventaglio si amplia costantemente, quando la fantasia operativa è supportata da adeguate scelte tecnologiche.
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