Non confondere la biometrica con il "grande fratello"
La biometria al servizio della lotta al terrorismo. Potrebbe essere questa la nuova definizione-obiettivo di questa scienza, la biometria appunto, che studia quantitativamente i fenomeni della vita, basandosi sul metodo statistico per analizzare la variabilità entro cui si svolgono i fenomeni vitali e studiarne le correlazioni e gli sviluppi.
Sono molteplici le applicazioni della biometria, riconducibili peraltro a tre filoni pratici. Il primo (il più diffuso finora) è il forense-giudiziario. Basti pensare all’utilizzo del DNA come prova di un delitto o al valore di un’impronta digitale nell’identificazione del responsabile di un crimine.
Il secondo filone abbraccia le misure che vengono adottate per prevenire, ad esempio, atti di terrorismo negli aeroporti o sulle metropolitane, o per individuare, successivamente, gli eventuali colpevoli. Ci riferiamo alle tecniche di individuazione della voce, del riconoscimento del volto, all’utilizzo di telecamere mobili nell’ambito di azioni coordinate di sorveglianza.
Il terzo filone è quello che si può definire commerciale, utilizzato (o utilizzabile) ad esempio dalle banche (la lettura dell’iride potrebbe sostituire in futuro il cosiddetto pin, numero di identificazione personale, per riconoscere i clienti al momento dell’effettuazione di una operazione finanziaria).
Applicazioni. Invenzioni. Esempi. Il “Quaderno” intende fornire dati di fatto e testimonianze operative (come quella dell’Arma dei Carabinieri) per far riflettere sugli strumenti che la biometria mette a disposizione della società civile e per sottolineare, nel contempo, come occorra anche nei periodi difficili (ed oggi è un periodo difficile), equilibrare opportunamente l’esigenza fondamentale della lotta alla criminalità (oggi in particolare al terrorismo) con l’altrettanto fondamentale esigenza della difesa della privacy, in una società democratica e libera.
Non è facile tracciare frontiere, occorre invece, pragmaticamente, sperimentare gli strumenti che la tecnica mette a disposizione del “bene” per combattere il “male” e dietro il “male”, non dimentichiamolo, c’è anche l’ombra del “grande fratello” di orwelliana memoria.
Scarica il testo del quaderno in formato pdf
