Robot con noi, tra noi e dentro di noi
Dopo cinquecento anni si avvera il sogno di Leonardo da Vinci e le macchine amiche sono tra noi, anzi ci aiutano a vivere meglio. Media Duemila da sempre segue i progressi di queste macchine fantastiche che sostituiscono l'uomo in settori sempre più numerosi. le prossime pagine sono dedicate a questi futuri angeli del focolare e a come questi possono essere impiegati per il supporto agli anziani, i quali spesso non possono essere seguiti e coccolati dai loro cari impegnati in una costante lotta contro il tempo, risorsa sempre più scarsa nella nostra epoca. Nella primavera di quest'anno è stato pubblicato lo Springer Handbook of Robotics, che fornisce una visione completa dei risultati già raggiunti nel settore, fornendo un compendio dei risultati di ricerca più recenti; uno degli autori è il nostro Bruno Siciliano, professore di robotica all'Università di Napoli, nonché presidente della IEEE Robotics and Automation Society. Ulteriori informazioni sul libro sono reperibili sul sito http://www.springer.com/emgineering/book/978-3-540-23957-4. Il termine robot deriva dalla parola ceca robota, che letteralmente significa "lavoro pesante o forzato". Tale termine fu usato per la prima volta nel 1920 dallo scrittore Karel Capek in un dramma teatrale "Irobot universali di Rossum". Generalmente al cinema e nei molti libri di fantascienza, l'umanoide ha quasi sempre avuto una connotazione negativa; nonostante ciò, l'atavico desiderio dell'uomo di replicare se stesso non ha mai cessato di alimentarsi.
Oggi finalmente ci stiamo abituando a guardare al robot come ad una macchina che aiuta l'uomo a divertirsi (giocattoli), ad affrontare i lavori di cas (il robot aspirapolvere), nonché ad aiutarlo in attività estremamente impegnative e critiche (nelle sale operatorie, in ufficio, etc).
Nonostante ciò è ancora difficile per un tecnologo veicolare al grande pubblico la notevole complessità e ricchezza di contenuti tecnologici presenti in un prototipo (a prescindere dalle sue dimensioni), essendo l'uomo della strada naturalmente attratto da altri aspetti, solo apparentemente più avanzati, imposti dalle regole del mercato.
Ogni mese, anche con queste pagine de I Quaderni, cerchiamo di accorciare la distanza che separa il mondo degli studiosi di intelligenza artificiale, di reti neurali e di coscienza artificiale dal mondo degli utilizzatori di questa tecnologia, attraverso una divulgazione costante e mai troppo dotta. A tutti gli appassionati della materia diamo appuntamento (tra il serio ed il faceto) nel 2050, quando l'esercito dei robot alla Capek e alla Asimov alleggeriranno gli umani da qualsiasi compito sgradevole.
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