Tecnologia e disabilità: due mondi non ancora globali
In questo Quaderno continuiamo a trattare il tema dell'accessibilità, ed in particolare della e-accessibilità. Il nostro mondo segue direttive precise di governi locali e sopranazionali che portano verso la società dell'informazione, in questo quadro trascurare i più deboli rappresenta una colpa grave. Grave perchè le tecnologie stesse nascono proprio per aiutare l'uomo a vivere meglio. Da diversi anni l'accessibilità delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e quella dei siti web, in particolare di quelli pubblici, è oggetto di studio e di valutazione - come si spiega nelle pagine seguenti - i risultati, purtroppo, non sono mai incoraggianti e i progressi compiuti sono molto modesti. Infatti la maggioranza dei disabili intervistati ha dichiarato che i siti web sono totalmente o parzialmente inaccessibili. Accessibilità nel mondo dell'informazione è la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa d'essere fruibile con facilità da qualsiasi tipologia d'utente.
Il termine dunque sta ad indicare la possibilità per le persone con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria o psichica, cioè con disabilità sia temporanea sia stabile, di fruire dei sistemi informatici e delle risorse software a disposizione. Una sorta di accesso universale ad Internet che significa anche e-partecipation, cioè la rimozione delle barriere informatiche. Per abbattere queste ultime è necessario che la progettazione del software e dei contenuti dei siti web tengano conto dei principi della progettazione universale e dell'usabilità, ormai approfonditamente studiati e oggetto di raccomandazioni e standard a livello internazionale.
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