Telefonia mobile e emissioni elettromagnetiche

Tema caldo, oggetto spesso di forti polemiche, quello delle onde elettromagnetiche. Da una parte le stazioni radio-base, necessarie per la telefonia mobile, in continuo sviluppo; dall'altra le onde elettromagnetiche che "portano" segnali, voci e musica, onde ritenute pericolose a certi livelli d'intensità. Come si rispetta, oggi, in Italia, la esigenza di sviluppare i sistemi radio che consentono la creazione delle reti di telecomunicazioni, tenendo conto del preminente diritto alla salute e al miglioramento della qualità ambientale ?

La risposta - che cerchiamo di dare in questo fascicolo, con analisi, documenti ed interviste ad esperti - è articolata, perchè riguarda gli stili di vita ormai acquisiti (il telefonino lo usiamo tutti, ma proprio tutti, e dappertutto), le decisioni di molteplici organismi pubblici, i nuovi sistemi di telecomunicazioni.

Ma un dato risulta subito evidente: per quanto riguarda i limiti alle emissioni elettromagnetiche, l'Italia si è data ormai da tempo la legislazione più garantista d'Europa, basata sul principio di precauzione. Non basta. Il Governo in carica, con Gasparri alle Comunicazioni, ha deciso di estendere le aree in cui va rispettato l'obiettivo di qualità ambientale. Si tratta del famoso livello dei 6 Volt/metro che finora era previsto solo per gli edifici adibiti a permanenze superiori alle 4 ore: andrà ora applicato in tutte le aree ad elevata frequentazione, dai centri commerciali alle aree pedonali, ai giardini pubblici, decise dai Comuni con proprie delibere. Si tratta di valori anche dieci volte più bassi rispetto a quelli di tutti gli altri Paesi europei.

Scarica il testo del quaderno in formato pdf