Un web per tutti. L'accessibilità di Internet
“Anno europeo del disabile”. Il 2003 avrà questo nome, che diventa il simbolo di un forte impegno sociale: dare a tutti, e quindi anche ai disabili, la possibilità di accedere al web, di utilizzarlo, di partecipare alla vita di lavoro
e di relazioni con gli strumenti, continuamente aggiornati, della società dell’informazione.
L’Italia affronta questa sfida con particolare impegno,
con la volontà di fornire risposte concrete. Entro il 2003 (così è stato
concordato in sede UE) tutti i siti di pubblica utilità dovranno essere accessibili ai disabili. Passo importante, anche perché i progressi fatti nell’accessibilità al web per i disabili aprono la strada alla “navigazione” su Internet con dispositivi diversi dal pc (ci riferiamo ai cellulari, ai palmari, ecc.). Il Rapporto “Un web per tutti”, che utilizza e volgarizza l’acronimo predisposto dalla Fondazione Bordoni ( “web x tutti”), ha l’ambizione di
disegnare a grandi linee, ma con linguaggio che possiamo definire "elementare”, lo stato dell’arte in questo settore. Di spiegare – attraverso interviste, testimonianze, esempi – che cosa significa “accessibilità”.
E di illustrare che cosa va fatto per rendere un sito “accessibile”. Una documentazione che si arricchisce con confronti internazionali, con verifiche che coinvolgono i massimi esperti di associazioni e istituzioni che si occupano dei disabili e che studiano i loro problemi. La parola “accessibilità” si coniuga con quella di “qualità”. L’Italia può vantare ottimi risultati nella validazione dei siti, cioè nella verifica della loro qualità ai fini dell’utilizzo.
Progetti specifici sono stati messi a punto con la collaborazione della Fondazione Bordoni, capo fila nella ricerca dell’accessibilità in Italia. I presupposti, dunque, ci sono perché il 2003, l’“anno del disabile”, costituisca tappa significativa di un percorso che l’Italia vuole contribuire a realizzare con capacità progettuale e con forte convinzione.
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