Wi - Fi come - quando - perchè

Sta per “partire” in Italia una nuova tecnologia nel sempre più largo e profondo campo dell’Ict: è il Wi-Fi (wireless fidelity), che possiamo chiamare in italiano e con un’immagine che rende l’idea, la fedeltà senza filo. Una tecnologia che, nata negli Usa nel 1997 per sostituire i collegamenti cablati fra Pc, si è progressivamente affermata per i suoi costi contenuti e per la facilità di utilizzazione e che ora, grazie anche al pungolo di Nicholas Negroponte, fondatore del Media Lab e riconosciuto “guru” della “grande mutazione”, sta crescendo in Europa e in particolare in Italia.

La nuova tecnologia, che non è alternativa ma complementare rispetto a quella di terza generazione, è destinata a dare uno scossone al mondo delle telecomunicazioni, ad aprire nuove e più avanzate frontiere alla società della comunicazione. Il Quaderno, elaborato da ricercatori e collaboratori della Fondazione Ugo Bordoni, fornisce il quadro d’insieme, illustra le prospettive, presenta precise testimonianze di come, di quando, e del perché della nuova tecnologia. Di come la stessa possa svilupparsi e di come il Governo italiano intenda farla crescere.

Entro fine anno verrà messa a punto dal Governo una nuova regolamentazione per il Wi-Fi. Sarà allineata a quella europea, fornendo una concreta risposta alla richiesta italiana, propugnata dal Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, di definire in sede Ue norme comuni per le attività Ict.

La nuova regolamentazione si ispirerà a tre principi fondamentali: l’integrazione delle reti (per evitare ingiustificate incompatibilità); la non discriminazione (tutti gli operatori devono avere la possibilità di esercitare il servizio Wi-Fi e/o altri); la piena concorrenza, fondamento del mercato europeo.

Con queste basi, che hanno valenza anche culturale, l’Italia si accinge a fare un altro, importante passo in avanti in un settore dove prodotti (tecnologie), mercato e regole, come osserva Guido Salerno, devono avere analogo e armonizzato ruolo.

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