Audizione del Presidente Enrico Manca e dell’Ing. Mario Frullone al Consiglio dell’AGCOM

Intervento del Presidente Manca

09/12/2010

Ringrazio il Presidente Calabrò, il Consiglio e il Segretario Generale per questo incontro che ci consente di fare il punto in rapporto alla Convenzione di collaborazione che, dal dicembre scorso, è in atto tra l'AGCOM e la Fondazione Ugo Bordoni.

Tale Convenzione ha rappresentato per la FUB un obiettivo primario e qualificante, non solo in sé, ma anche per la connotazione che l'AGCOM stessa è andata sempre più assumendo, un modello a cui si guarda con particolare interesse anche in Europa. Ma credo anche di poter dire che per merito della professionalità tecnica e scientifica dei ricercatori della Fondazione, il nostro rapporto collaborativo costituisce un asset importante, un valore aggiunto per la realizzazione degli obiettivi che l'AGCOM si pone a tutela dei diritti della collettività. Vorrei citare a testimonianza di ciò l'apporto dato dalla FUB con la realizzazione di Ne.me.sys (Network Measurement System), il software che supporta il progetto dell'AGCOM "Qualità di servizio internet da rete fissa", che sta registrando risultati importanti e significativi. Ma su questo tornerò tra poco dando anche qualche dato.

Per raggiungere l'obiettivo di realizzare questa Convenzione sono stati, nel tempo, necessari alcuni passaggi che hanno investito l'identità stessa della Fondazione e la sua natura giuridica.

Attraverso un nuovo Statuto messo a punto alla fine del 2008 dai miei predecessori, Prof. Maurizio Dècina e Prof. Antonio Sassano, si è superata l'anomalia di una struttura di ricerca come la Fondazione, vigilata dal Ministero dello Sviluppo Economico per il quale svolgeva e svolge una attività di supporto tecnico, finanziata da Imprese private. Con il nuovo Statuto la Fondazione è a tutti gli effetti un organismo di diritto pubblico con una governance, come quella attuale, di derivazione pubblica.

Su iniziativa del nuovo Consiglio di Amministrazione della FUB è stato possibile ottenere un intervento del Parlamento, peraltro sempre auspicato dal Presidente Calabrò, che con la Legge 69/2009 ha definito la finalità "prevalente e dedicata" (due parole chiave) della Fondazione nelle attività di ricerca, assistenza e consulenza verso il Ministero, le altre Pubbliche Amministrazioni e le Autorità indipendenti. Si è così compiutamente definita l'identità di organismo di diritto pubblico della Fondazione. Concetto ribadito nelle settimane scorse dall'Avvocato Generale dello Stato con la redazione di un parere su richiesta del Dipartimento Comunicazioni del Ministero, originato da alcune perplessità insorte a proposito dell'affidamento diretto alla Fondazione della realizzazione e gestione del "Registro delle opposizioni".

Un compito che la Fondazione sta già assolvendo, le cui caratteristiche rafforzano la connotazione che, con le sue attività - a cominciare da quelle che svolge per l'Autorità - la Fondazione sta sempre più assumendo di missione di tutela degli interessi e dei consumatori. Un ruolo che in alcun modo significa rinuncia o anche solo annebbiamento dell'attività di ricerca; al contrario proprio utilizzando le risorse che provengono da queste qualificanti attività, vengono finanziati progetti di ricerca e assegnate, in collaborazione con l'Università, borse di studio finalizzate proprio alla attività di ricerca. Insomma in mancanza di fondi per la ricerca "libera", cioè non su commissione, abbiamo individuato un modo nuovo e peculiare che consenta di assolvere al primo obiettivo della Fondazione che è quello di fare ricerca.

Tornando ora alla Convenzione in atto ricordo che essa copre complessivamente un periodo triennale. E' stata avviata lo scorso dicembre con la delibera 708/2009 che ne ha definito i contenuti per il primo anno.

Tre sono i progetti di ricerca; di essi mi limito a citare i titoli per non sottrarre tempo al Consiglio. Un documento ad hoc segnala i risultati più significativi fino ad oggi raggiunti e le potenzialità di sviluppo di ciascun progetto.

Su di essi l'Ing. Frullone Direttore delle Ricerche, che segue personalmente l'andamento dei progetti, potrà chiarire dubbi e rispondere ad eventuali interrogativi.

Il primo progetto riguarda l'ottimizzazione degli impianti dei trasmettitori televisivi. La prospettiva è quella di passare dalla sperimentazione ad un servizio vero e proprio di monitoraggio e ottimizzazione.

Il secondo progetto riguarda il controllo dei livelli acustici dei messaggi pubblicitari e delle televendite. Il prototipo di software realizzato ha consentito, fino ad ora, di avviare una preliminare campagna di misura sperimentale riguardante sei emittenti tra digitali terrestri e satellitari; si prevede che entro febbraio 2011 le misurazioni interesseranno una ventina di emittenti.

Il terzo progetto Qualità dei servizi di comunicazioni mobili e personali ha un'attenzione particolare ai "nuovi servizi" mobili.

Vorrei ora brevemente tornare su uno dei progetti di punta della collaborazione della FUB con l'Autorità. Mi riferisco al progetto su "La qualità di servizio internet da rete fissa". Un esempio virtuoso della collaborazione tra FUB e Autorità. L'apposito sito www.misurainternet.it messo in campo dalla Fondazione il 24 novembre scorso ha già fatto registrare:

23.284 visite al sito;

5.172 persone registrate di cui 1.006 hanno effettuato almeno una "misura" dall'apertura del sito;

227 certificati richiesti con valore legale, rilasciati dal sito al termine delle 24 ore di misurazione.

Questo progetto costituisce, a mio giudizio, una testimonianza importante della lungimiranza dell'Autorità. Si tenga presente che quanto realizzato dall'AGCOM con questo progetto non ha eguali all'Estero.

Recentemente una delegazione della FUB, guidata dall'Ing. Frullone, si è recata in Germania su invito del Wik e ha illustrato questo progetto ed il relativo software all'Autorità tedesca, ricevendone grande apprezzamento e importanti manifestazioni di interessi.

La FUB considera molto gratificante il suo lavoro per il fatto che è il software messo a punto dai suoi ricercatori a consentire operativamente la completa realizzazione di questo progetto.

Il discorso può essere allargato, nel senso che lo stesso principio e modello che è fondamento di Ne.me.sys può essere utilizzato per misurare la qualità di servizio su rete mobile, venendo così anche incontro al recente allarme lanciato dal Presidente Calabrò sul rischio collasso delle reti mobili.

Mi sembra di poter dire che sono proprio questi, che potremo chiamare "progetti trasparenza", che oggi costituiscono la peculiarità delle attività dell'Autorità a cui la Fondazione collabora con grande impegno. Ed è proprio a questa attività che la Fondazione è particolarmente interessata a dare il suo supporto tecnico. Un tipo di supporto che ben si inquadra nel ruolo della Fondazione che è andato sempre più nitidamente emergendo: quello di soggetto terzo e indipendente a tutela del cittadino-consumatore.

Credo di poter dire che se oggi dobbiamo fare un bilancio dei costi e dei benefici del primo anno di attività nell'ambito della Convenzione possiamo registrare più di un segnale positivo; questo è certamente vero per la Fondazione che si arricchisce costantemente attraverso questa collaborazione che, tra l'altro, si svolge in sintonia sinergica con tutte le strutture dell'Autorità. Ma penso anche che il segno positivo ci sia per l'Autorità, perché il supporto tecnico della Fondazione si traduce in positive realizzazioni di contenuti e di immagine.

Vorrei infine richiamare l'attenzione del Presidente del Consiglio su un aspetto essenziale per la vita della Fondazione. E' evidente che la diversa natura della Fondazione non le consente più di contare sugli importanti finanziamenti privati che godeva nel passato. Ne consegue la necessità che la Fondazione tragga dalle attività che essa svolge per i soggetti pubblici le proprie risorse anche per garantire la tutela della sua indipendenza e terzietà.

Anche sotto questo aspetto il rapporto con l'Autorità è di particolare rilevo e di importanza.