Lettera aperta del Direttore delle ricerche

01/12/2010

La nostra Fondazione è da qualche tempo oggetto di affermazioni tanto superficiali quanto espressione di disinformazione. Per questo sento l'esigenza di esprimere la mia opinione a riguardo, per ribadire allo stesso tempo la profonda vocazione alla ricerca della Fondazione e l'indiscutibile valore delle tante professionalità che ne costituiscono l'essenza stessa.

Credo valga la pena ripercorrere insieme le tappe principali della storia della Fondazione, non priva di momenti critici che pure hanno contribuito a costruire la nostra attuale identità.

Tutti ricordano che la Fondazione viveva inizialmente del contributo delle società concessionarie e questo, se da un lato consentiva una ricerca non finalizzata, dall'altro non impediva che la stessa Telecom Italia esprimesse attraverso alcuni suoi uomini una valutazione assai critica sulla Fondazione definita, in un documento impietosamente, "paper oriented". Una realtà che portò il Governo di centrosinistra del tempo allo scioglimento della Fondazione stessa con tutte le prevedibili conseguenze. La FUB fu poi ricostruita mantenendo un finanziamento prevalentemente a carico di privati, così come espressione delle imprese era in gran parte la sua governance. Una situazione non esente dal rischio strisciante di un permanente possibile conflitto di interessi; c'è poi da tener conto che nel 2007 il finanziamento pubblico di cui la FUB godeva venne espunto dalla Finanziaria. E' stato poi il Ministero a dare alla FUB le risorse per supportare il Ministero stesso nel percorso del passaggio dall'analogico al digitale terrestre. Si fece così strada l'idea nell'allora Governo di centrosinistra, poi confermata e realizzata dall'attuale Governo di centrodestra, dell'opportunità di mutare la governance della Fondazione circoscrivendo il ruolo dei privati e dando alla Fondazione stessa il carattere di organismo di diritto pubblico. Un obiettivo raggiunto con un nuovo statuto predisposto dall'allora Presidente Maurizio Dècina e dal Direttore Generale Antonio Sassano. E' sulla base di questo nuovo statuto che nel 2008 vengono nominati i nuovi vertici della Fondazione Bordoni formati da personalità la cui autorità e indipendenza sono fuori discussione.

Questa innovativa identità pubblica della Fondazione è stata ulteriormente confermata dalla legge 69/2009 e, più recentemente, da un parere espresso dall'Avvocatura Generale dello Stato. Stiamo quindi parlando di una rinascita, esattamente l'opposto di quell'"inarrestabile declino" che, secondo alcuni, la Fondazione vive dal 2000. Per quanto riguarda la ricerca non finalizzata, penso non sfugga a nessuno il profondo ed epocale mutamento del quadro economico e finanziario in cui siamo oggi chiamati ad operare nel mondo globalizzato, né i significativi mutamenti intervenuti nella gerarchia dei soggetti protagonisti dello scenario internazionale, con il crescente ruolo proprio nel campo della ricerca svolto dai paesi di nuova industrializzazione, primi fra tutti la Cina e l'India con i quali, peraltro, la FUB sta stringendo importanti rapporti di collaborazione. Né sfuggirà il fatto che le principali aziende che investivano in passato in ricerca in Italia, oggi orientano in maniera completamente diversa le proprie strategie, delocalizzando molte delle risorse indirizzate alla ricerca. Premesso tutto ciò, non risponde al vero che la FUB oggi non faccia ricerca. E' vero che il 90% delle risorse su cui la Fondazione può contare oggi è legato non a commesse "commerciali" ma al contrario a commesse originate ed orientate alla tutela dell'interesse generale e quindi della collettività. Un ruolo di cui i ricercatori della Fondazione Bordoni possono legittimamente dichiararsi orgogliosi. Un ruolo terzo ed indipendente a tutela del cittadino unanimemente riconosciuto. Mi riferisco in particolare alle attività per il passaggio alla televisione digitale, dal Masterplan al registro delle frequenze o all'ordinamento dei canali, alle attività per la qualità di servizio da postazione fissa, a quelle per la gara per il Wi Max e per la banda a 2100 Mhz o per la riorganizzazione della banda a 900 Mhz o per il controllo dei volumi audio dei messaggi pubblicitari, a quelle per l'IPTV o quelle per l'NGN, fino al recente impegno per la realizzazione e gestione del Registro Pubblico delle Opposizioni.

Ma parallelamente a tutta questa attività, gli ultimi quattro anni hanno visto un continuo incremento delle pubblicazioni internazionali dei ricercatori della Fondazione; abbiamo assegnato 22 borse di studio di dottorato, dato lavoro a 21 giovani laureati, assunto a tempo indeterminato 15 ricercatori. E qui mi fermo anche se molte altre cose potrei dire sia sul passato che sul presente.

Ultimissima annotazione: sì è vero, come qualcuno improvvidamente dice, che "anche i ricercatori della Bordoni tengono famiglia"; ed è anche per le loro famiglie che essi lavorano con serietà ed impegno nel modo e nelle forme che il tempo che viviamo impone a tutti; tranne, forse, a qualche conte, barone, vassallo o valvassore di cui sono spesso composte le corporazioni italiane, sì, anche quelle accademiche.

Mario Frullone