La transizione al digitale terrestre: il quadro istituzionale e il coinvolgimento del territorio

La televisione terrestre sta vivendo una radicale trasformazione in virtù della progressiva migrazione dal sistema analogico in uso da decenni ai sistemi digitali (DVB). Il passaggio al digitale porta vantaggi notevoli per l'intero sistema televisivo: uso più efficiente delle risorse dello spettro elettromagnetico; utilizzo di potenze di trasmissione più ridotte e conseguente risparmio energetico; impiego delle tecnologie informatiche per il trattamento, l'archiviazione e la distribuzione del segnale televisivo; moltiplicazione dei contenuti televisivi e guide elettroniche dei programmi; passaggio progressivo verso l'alta definizione; apertura a piattaforme di servizi interattivi che arricchiscono i paradigmi di fruizione dei contenuti; in prospettiva, integrazione della radiodiffusione via etere e della distribuzione via Internet.

In Italia la trasformazione digitale della televisione terrestre è stata avviata nel 2008, con l'obbiettivo di avere entro la fine del 2012 un'Italia "tutta digitale": le trasmissioni televisive potranno essere ricevute solo se l'utente si sarà dotato di un decoder o di un televisore con decoder integrato. Nel complesso e articolato panorama delle reti televisive italiane, il passaggio al digitale è stato pianificato attraverso l'individuazione di sedici Aree Tecniche, che rappresentano zone regionali o interregionali, per quanto possibile, radioelettricamente separate. A partire dal 23 novembre questa migrazione interesserà l'Emilia-Romagna, in un processo che coinvolge, più in generale, gran parte del Nord Italia.

L'esperienza maturata in occasione della transizione nelle Aree Tecniche già digitalizzate ha messo in luce gli indubbi vantaggi tecnico-economici della migrazione, ma ha anche evidenziato le problematiche connesse a questa rivoluzione epocale, di fronte alla quale gli utenti della televisione non possono essere lasciati soli, ma devono poter ricevere supporto dagli Enti locali, in primis le Regioni ed i Comuni.
Nel corso della mattina, il quadro della transizione al digitale terrestre sarà delineato da eminenti relatori dei due principali organismi istituzionali coinvolti nella migrazione dalla televisione analogica a quella digitale: l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e il Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento Comunicazioni.

La tavola rotonda del pomeriggio fornirà il punto di vista dei diversi attori coinvolti nel processo di transizione e discuterà il coinvolgimento delle diverse realtà territoriali: le istituzioni preposte al controllo e alle attività sul territorio, le emittenti che devono operare la conversione degli impianti, la centralità degli utenti e le iniziative di informazione e comunicazione per agevolare quanto più possibile - per tutti gli utenti ma specialmente per le fasce più deboli - questo importante passaggio tecnologico.

S. Mazzetti

Sindaco del Comune di Sasso Marconi

M. Frullone

Fondazione Ugo Bordoni

M. L. Sangiorgio

CORECOM Lombardia

F. Troisi

Ministero dello Sviluppo Economico

R. De Leonardis

Ministero dello Sviluppo Economico

D. Guiducci

Fondazione Ugo Bordoni

M. Frosi

RAI

M. Mezzetti

Mediaset

B. Papini

Telecom Italia Media

C. Benzi

Eutelsat

G. Mazzini

Task Force Emilia-Romagna, Lepida

G. Bettini

CORECOM Emilia-Romagna

S. Violanti

Arpa Emilia-Romagna

F. Berrini

Aeranti Corallo

Dibattito

Conclusioni