La storia di TWF

 
I primi tentativi di elaborare una politica audiovisiva della Comunità Europea sono stati innescati dallo sviluppo della radiodiffusione via satellite negli anni '80.
Nel 1984, la Commissione ha presentato un "Green Paper on the establishment of a Common market in broadcasting, especially by Satellite and Cable" e nel 1987 un "Green Paper on the development of the Common Market for Telecommunication Services and Equipment". 
 
Questi documenti hanno discusso le tappe di regolamentazione per stabilire un mercato delle informazioni aperto e concorrenziale per una "televisione europea", implementando le libertà sancite dal Trattato di Roma che ha istituito la Comunità Europea nel 1957.
Gli strumenti proposti nel Libro verde sulla convergenza erano, in particolare, la liberalizzazione dei settori di telecomunicazione nazionale e l'abolizione delle frontiere nazionali. Il libro verde suggeriva lo sviluppo di standard comuni, la fornitura di una rete aperta (tramite l'accesso non discriminatorio alle reti di telecomunicazione), l'incentivazione di nuovi servizi e la definizione di una coerente posizione europea sulle comunicazioni via satellite.
Il Libro verde analizzava il Broadcasting radiotelevisivo in Europa e il potenziale che giaceva nella televisione transfrontaliera via satellite e via cavo. Descriveva settori necessitanti di  armonizzazione come la pubblicità, la tutela dei minori e il diritto promuovere servizi televisivi transfrontalieri.
 
Questi documenti sulla creazione di un mercato comune nel settore delle trasmissioni radiotelevisive e le successive discussioni e consultazioni hanno costituito la base per la Direttiva "Televisione senza frontiere", adottata nel 1989 e aggiornata nel 1997.
 
La stessa sintesi ufficiale da parte del Consiglio qualifica la Direttiva "Televisione senza frontiere"  come la pietra angolare della politica audiovisiva dell'UE. Al fine di conseguire la libera circolazione dei servizi televisivi all'interno della Comunità, la Direttiva "Televisione senza frontiere" prevede alcuni elementi minimi di armonizzazione per quanto riguarda un certo numero di obiettivi di politica pubblica.
Due sono i principi fondamentali:

  • La libera circolazione dei programmi televisivi europei nell'ambito del mercato interno;
  • L'obbligo, per le reti televisive, di riservare più della metà del tempo di trasmissione ad opere europee ("quote di diffusione").

La direttiva TSF ha anche l'obiettivo di tutelare la diversità culturale, la protezione dei minori e il diritto di rettifica. In particolare, la Direttiva mira a garantire la libera circolazione dei servizi di telediffusione nell'ambito del mercato interno, tutelando nel contempo alcuni obiettivi importanti di interesse pubblico, come la diversità culturale, il diritto di rettifica, la tutela dei consumatori e la protezione dei minori. Si prefigge inoltre di promuovere la distribuzione e la produzione dei programmi televisivi europei riservando loro una quota maggioritaria nel quadro dei programmi delle varie reti televisive.
I principali aspetti di TSF del 1989:

  • Principio generale: La Direttiva stabilisce il principio secondo il quale gli Stati membri assicurano la libertà di ricevimento e non ostacolano la ritrasmissione sul loro territorio di programmi provenienti da altri Stati membri;
  • Quote di diffusione e di produzione: Per incoraggiare la distribuzione e la produzione dei programmi televisivi europei, gli Stati membri devono controllare, ogni volta che ciò è possibile, che gli organismi di telediffusione riservino ad opere europee una quota maggioritaria del loro tempo di trasmissione, escluso il tempo riservato alle informazioni, alle manifestazioni sportive, ai giochi, alla pubblicità o ai servizi di televideo e alle televendite;
  • Protezione dei minori: Sono vietati i programmi a carattere pornografico o di estrema violenza. Tale divieto si applica a qualsiasi programma passibile di nuocere ai minori, tranne nel caso in cui la trasmissione rientri in un'opportuna fascia oraria o sia oggetto di misure tecniche di protezione;
  • Diritto di rettifica: La Direttiva stabilisce che deve essere concesso il diritto di rettifica.

 
Il 23 giugno 1997, è stata emanata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio una nuova direttiva, "Televisione senza frontiere".
I punti principali di tale revisione riguardano:
 

  • Principio di giurisdizione: lo Stato membro competente per le reti televisive viene determinato in funzione del luogo in cui si trova la sede sociale effettiva e del luogo in cui vengono prese le decisioni attinenti alla programmazione.
  • Avvenimenti di fondamentale importanza per la società (in particolare, manifestazioni sportive): ogni Stato membro può stabilire un elenco di avvenimenti che devono essere trasmessi in chiaro, anche se sono stati acquistati diritti di esclusiva da reti di televisione a pagamento per garantire al pubblico di accedere liberamente alla ritrasmissione di eventi giudicati di fondamentale importanza per la società.

Protezione dei minori: la nuova direttiva sottolinea soprattutto l'importanza della protezione dei minori. Viene segnatamente indicato che gli Stati membri devono controllare che i programmi che possono nuocere allo sviluppo dei minori, trasmessi in chiaro, siano preceduti da un idoneo segnale acustico o contrassegnati tramite un simbolo visibile.