Gestione dello spettro

I servizi basati sullo spettro radio rappresentano 250 miliardi di euro per l'economia dell'UE e sono in continua crescita. Tuttavia, l'estensione dello spettro è limitata e gli attuali sistemi di attribuzione delle frequenze sono rigidi e scoraggiano l'innovazione. L'attuale politica della Commissione consiste nel promuovere una maggiore flessibilità ed efficienza nell'uso dello spettro proteggendo al tempo stesso le applicazioni senza fili dalle interferenze. Le opzioni considerate in questa sezione prendono in esame cambiamenti volti a integrare questa politica nell'ambito del quadro normativo.

A seguito della consultazione pubblica sui documenti della Commissione sul riesame del giugno 2006, una delle opzioni (la creazione di un organismo indipendente per coordinare e razionalizzare le decisioni relative allo spettro) è stata scartata e le opzioni per la gestione dello spettro sono state ridotte a due:

Opzione 1: adattare il quadro normativo introducendo il principio della neutralità tecnologica e dei servizi e creare un mercato coordinato per gli scambi di radiofrequenze;

Opzione 2: lasciare inalterato l'attuale quadro normativo.

La neutralità tecnologica e dei servizi (principio fondamentale dell'opzione 1) eliminerebbe la maggior parte dei vincoli normativi, rafforzerebbe la concorrenza e ridurrebbe l'onere normativo che grava sugli utenti. Tale neutralità, combinata agli scambi di frequenze e all'applicazione effettiva delle norme in materia di concorrenza, garantirebbe l'accesso a un mercato aperto per le nuove tecnologie e i nuovi fornitori di servizi.

Pur consentendo in linea di principio la coesistenza di diversi modelli di gestione, è probabile che l'opzione 2 conservi il modello amministrativo fondato sulla tecnologia e i servizi che attualmente prevale e che limita il numero di autorizzazioni e rallenta l'introduzione di nuove tecnologie.

L'opzione 1 comprende meccanismi di coordinamento rafforzati mentre l'opzione 2 si basa su un coordinamento volontario.

 

Conclusione

La Commissione ritiene che l'opzione 1 costituisca la base più adeguata per una riforma della gestione dello spettro in Europa.