L’assegnazione di frequenze per il WiFi

 
Per dare impulso alla tecnologia wireless in Europa, la Commissione ha deciso, nel 2005, di assegnare due bande di frequenza per le reti locali senza filo, note come Wi-Fi (Decision on the harmonised use of radio spectrum in the 5 GHz frequency band for the implementation of Wireless Access Systems including Radio Local Area Networks (WAS/RLANs).Le due bande assegnate a 5 GHz dello spettro erano già disponibili per il wireless in America e l'Asia / Pacifico, in seguito ad un accordo raggiunto in occasione della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni nel 2003.
La loro disponibilità fa fronte alle carenze di capacità nella banda 2,4 GHz dello spettro utilizzate per il WiFi in Europa.
Le altre frequenze consentono alle imprese, così come gli utenti in aree densamente popolate, di utilizzare connessioni wireless per disporre di una maggiore larghezza di banda.
Con l'attribuzione di due nuove bande di frequenza, la Commissione ha anche dovuto prendere misure di protezione per evitare interferenze tra Paesi vicini nelle bande utilizzate per usi militari e dagli operatori via satellite. (Radio local area networks: Commission enables faster wireless access to the Internet).
 
La garanzia di una maggiore chiarezza riguardo alla disponibilità e all'uso efficiente dello spettro radio aiuta le imprese a prendere decisioni ben ponderate nello sviluppo delle strategie di business e potrebbe permettere all'industria delle comunicazioni di investire di più in servizi e prodotti innovativi. Così, nel 2007, la Commissione ha emendato la Decisione del 2005 con la nuova Decision amending Decision 2005/513/EC on the harmonised use of radio spectrum in the 5 GHz frequency band for the implementation of Wireless Access Systems including Radio Local Area Networks (WAS/RLANs).
 
Con questa Decisione, la Commissione Europea ha definito e presentato le condizioni obbligatorie per l'utilizzo della tecnologia UWB (Ultra Wide Band) nei dispositivi wireless di nuova generazione (Pc portatili, cellulari, fotocamere digitali e televisori), gettando le basi per la creazione di un mercato unico per questo tipo di dispositivi in grado di scambiarsi dati ad alta velocità e senza fili su corte distanze. Eliminando il bisogno di cavi per il collegamento dei diversi strumenti elettronici di uso quotidiano, la tecnologia UWB permette di estendere i vantaggi della società dell'informazione ai settori più disparati.
È essenziale, tuttavia, secondo la Commissione che si crei un mercato unico per questi apparecchi, di modo che anche i cittadini possano trarne il massimo beneficio.
 
I dispositivi UWB permettono lo scambio di dati tra dispositivi posti a distanza ravvicinata diffondendo il segnale su bande molto larghe dello spettro. Abilitando una velocità di trasmissione simile a quella dei dispositivi collegati via cavo, la tecnologia presenta sbocchi in particolare per l'industria dell'elettronica consumer, che esige una larghezza di banda sempre maggiore.
 
L'estrema debolezza del segnale permette inoltre di evitare interferenze con i diversi dispositivi che già utilizzano lo spettro radio in altri settori come la telefonia mobile, la radiodiffusione o l'aeronautica.
 
Grazie all'UWB, molti dispositivi che oggi utilizzano i collegamenti via cavo possono liberarsi dei fili e trasmettere dati alla stessa velocità. Le apparecchiature potranno dunque ‘dialogare' tra loro senza interruzioni utilizzando lo spettro radio esistente, una risorsa finita ed estremamente preziosa.
 
La decisione dell'esecutivo UE si inserisce nella strategia di riforma dello spettro radio volta ad armonizzare e a renderne più flessibile l'utilizzo nell'Unione.
 
La nuova strategia prevede delle misure concrete per ridurre le restrizioni all'accesso e all'uso di questa risorsa essenziale nell'ambito delle comunicazioni wireless, al fine di rimuovere potenziali barriere all'innovazione, alla crescita economica e alla scelta dei consumatori.
 
Le condizioni tecniche che figurano in questa decisione e che dovranno essere applicate in tutti e 27 Paesi della UE, sono state definite dopo studi di compatibilità tra la tecnologia UWB e le altre che utilizzano lo spettro e che avrebbero potuto essere compromesse dal suo utilizzo.
 
Questi studi sono stati realizzati per conto della Commissione dalla Conferenza Europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT).
 
La Commissione ha poi adottato la Decision on harmonised availability of information regarding spectrum use within the Community (2007) per richiedere agli Stati membri di fare in modo che le informazioni attinenti ai diritti, alle condizioni e alle procedure di allocazione delle risorse di spettro siano aggiornate e disponibili al pubblico, attraverso un database da tenere costantemente aggiornato.
Obiettivo dell'esecutivo UE è quello di aiutare il settore wireless a crescere e svilupparsi, attraverso un accesso pubblico e armonizzato a informazioni comparabili e accurate sull'uso dello spettro.
 
Secondo uno studio realizzato dalla UE, infatti, gli Stati membri usano criteri difformi per quanto riguarda l'accesso, la quantità di dettagli e l'aggiornamento di queste informazioni. Differenze che rendono complicata la comparazione dei dati da un Paese all'altro e si ripercuotono inevitabilmente sulle strategie delle aziende e sulla pianificazione degli investimenti nel contesto del mercato unico di prodotti e servizi.
 
Il database unico non sostituirà le banche dati nazionali, ma ne sarà complemento e servirà da punto unico di informazione con strumenti di ricerca e comparazione basati sulle informazioni fornite in conformità con un formato e un livello di dati unico a livello europeo.
 
Gli Stati membri si sono così accordati sull'utilizzo del sistema elaborato dall'ufficio europeo sulle radiocomunicazioni (ERO), che contiene informazioni dettagliate sulle attività della CEPT e numerosi link e liste sulla situazione nei singoli Stati membri.
Oltre a queste informazioni, agli Stati membri è richiesto di fornire anche informazioni utili ai produttori di terminali (le cosiddette Radio Interface Specifications) e sugli attuali assegnatari dei diritti d'uso dello spettro.