La tecnologia RFID promossa dall’EU
La Commissione ha sostenuto una normativa per la per la diffusione di massa della tecnologia RFID (Radio Frequency Identification).
Il mese di marzo 2007, la Commissione Europea ha adottato la Comunicazione Radio Frequency Identification in Europe: steps towards a policy frame work, che annuncia ulteriori azioni per il rispetto della vita privata connessi alle preoccupazioni derivanti dallo sviluppo della tecnologia RFID.
Tre mesi più tardi, nel mese di giugno, la Commissione ha istituito un gruppo di esperti sull'RFID incaricato di fornire consulenza sulle misure giuridiche necessarie per aumentare la protezione dei dati nelle applicazioni supportate dalla tecnologia RFID.
Nel novembre 2007, la Commissione presenta un Progetto di emendamento della Direttiva sulla privacy, che considera l'implementazione dell'RFID.
Nel febbraio 2008, il Commissario Viviane Reding pubblica un progetto di Raccomandazione che definisce le linee guida da seguire per evitare abusi di informazioni private raccolte attraverso dispositivi RFID. Le parti interessate sono state invitate a presentare le loro posizioni entro il 25 aprile 2008.
Negli Stati Uniti, Giappone, Cina e Corea del Sud i chip RFID sono già stati dispiegati a tassi più elevati che in Europa. Essi sono utilizzati in diversi settori, che vanno dai trasporti (recupero bagagli) all'assistenza sanitaria e dal settore farmaceutico (contro la contraffazione) alla vendita al dettaglio (in sostituzione di codici a barre).
Consentendo lo scambio di informazioni tra gli oggetti, i chip RFID hanno il potenziale per realizzare una sorta di "Internet delle cose".
Il mercato mondiale di questi dispositivi nel 2007 è stato stimato a 4,2 miliardi di euro e la Commissione stima che questo valore potrebbe crescere di cinque volte nell'arco di dieci anni.
L'implementazione in Europa di questa tecnologia è ancora in ritardo rispetto ad altre aree nel mondo.
Uno dei motivi per i bassi tassi di penetrazione della tecnologia RFID in Europa è il timido approccio verso questa nuova tecnologia, per il rilievo dato prioritariamente ai suoi rischi legali e di privacy, invece che ai suoi benefici economici e sociali. Di conseguenza, invece di esplorare modi per distribuire i dispositivi, il dibattito sulla tecnologia RFID nella UE si concentra principalmente sulla protezione dei dati.
Un altro deficit europeo nella diffusione della tecnologia RFID è la scarsa consapevolezza dei vantaggi e anche della loro stessa esistenza, ignorata dalla maggioranza dei cittadini e delle imprese.
Inoltre, il mercato europeo resta frammentato, con differenti approcci sviluppati a livello nazionale e a livello intra-UE con diverse modalità per quanto riguarda la conoscenza globale e lo sviluppo delle nuove tecnologie.
Per affrontare questo disavanzo strutturale, Bruxelles avvierà una "rete tematica" finalizzata a permettere ai soggetti interessati di discutere di approcci comuni, comprese le norme UE per sviluppare la nuova tecnologia in modo più rapido e più sicuro.
