Utilizzare lo spettro liberato dallo switch off dell’analogico
La metà dello spettro delle radiofrequenze liberate dal passaggio dal sistema analogico a quello digitale dovrebbe essere assegnato alla telefonia mobile e agli operatori telefonici entro il 2010, per fornire Internet a banda larga alle zone rurali.
Mentre i ministri hanno espresso, con il documento Reaping the full benefits of the digital dividend in Europe : A Common approach to the use of the spectrum released by the digital switchover, il loro sostegno alla proposta della Commissione per rendere l'uso dello spettro più flessibile, con l'eccezione dei servizi di interesse generale, il Commissario Reding ha specificato come lo lo spettro radio dovrebbe essere usato contro il digital divide.
Il suggerimento avrebbe un impatto su due settori chiave che potrebbero cambiare il panorama europeo delle telecomunicazioni nei prossimi anni: lo spettro radio e le reti di prossima generazione (NGN).
Per quanto riguarda le frequenze radio, la proposta è stata accolta bene dagli operatori di telecomunicazioni, ma forse trova meno entuisiasmo presso le emittenti televisive. Finora queste ultime hanno avuto un quasi-monopolio in materia di spettro radio, esclusi solo i servizi di emergenza pubblica e usi militari, ma con la fine delle trasmissioni analogiche nel 2012 l'emissione televisiva necessiterà di meno banda di spettro.
Le emittenti potranno quindi liberare alcune frequenze, ma vorrebbero utilizzarne una parte per offrire servizi più avanzati basati su una maggiore interattività.
La giustificazione per questo è la necessità per l'Europa di recuperare il ritardo nella diffusione di Internet a banda larga, di gran lunga inferiore rispetto ad altri Paesi avanzati nel mondo.
Secondo il Commissario Reding, i servizi wireless sono nella posizione migliore per chiudere questo divario digitale.
Questa posizione non sembra essere scontata. Infatti, il dibattito in Europa è attualmente incentrato sulla diffusione del NGN. Le nuove reti, basate su fibra ottica, sono considerate da molti come le più affidabili tecnologie per consentire la diffusione di Internet veloce in tutta l'Unione europea, necessarie per una gamma di nuovi servizi che sono già una realtà in altre parti del mondo. Questi includono l'interazione e lo scambio di ruoli tra gli utenti e i produttori di contenuti, video-conferenze, applicazioni di eHealth, eLearning e così via. Il problema è che l'implementazione di nuove reti richiede ingenti investimenti e un quadro normativo in grado di garantire certezze a lungo termine, che al momento non esiste.
Anche con questi elementi rimane il rischio dell'ampliamento del divario digitale. A causa degli elevati costi di implementazione dell'NGN, si ritiene molto improbabile che gli operatori investiranno nelle zone rurali e meno popolate, dove la redditività finanziaria non è garantita. In un futuro in cui Internet sarà essenziale per tutte le attività di base il divario digitale diventerà ancora di più un problema di diritti civili.
La proposta della Commissione va in questa direzione e propone la soluzione dei servizi wireless per coprire le zone rurali, invece di trovare soluzioni complesse regolamentari a favore dell'implementazione dell'NGN nelle aree meno popolate. Discorso di Viviane Reding all'ECTA (Giugno 2008);
