di Redazione
La Fondazione Ugo Bordoni ha partecipato alla conferenza internazionale AI4Peace, dedicata alle relazioni tra intelligenza artificiale, pace, governance e processi decisionali. L’evento, in corso a Roma dal 20 al 22 settembre presso l’Università Pontificia Lateranense, vede la partecipazione di ricercatori, istituzioni e professionisti per discutere le implicazioni dell’adozione dell’AI nei diversi ambiti della vita pubblica, con particolare attenzione ai processi decisionali e alle forme di governance.
Nel corso della conferenza, la Fondazione Ugo Bordoni ha presentato il paper “AI, Public Value and the Missing Authorizing Environment in European Public Administration” – a firma dei ricercatori dell’Area FUB Nuove Tecnologie, Robert Castrucci, Antonio Mauro e Raffaele Nicolussi – che affronta il rapporto tra intelligenza artificiale, valore pubblico e processi di governance nelle amministrazioni pubbliche europee.
Il lavoro è stato illustrato da Robert Castrucci durante la sessione “AI as Decision Support for Policymakers and Diplomacy: Governance, Institutions and Democratic Participation”, dedicata al ruolo dell’AI nel supporto alle decisioni pubbliche e alle implicazioni del suo impiego per la governance, le istituzioni e la partecipazione democratica.

Ricercatore FUB Robert Castrucci alla conferenza AI4Peace
La ricerca nasce nell’ambito delle attività che la Fondazione Ugo Bordoni sta conducendo sul tema dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione, anche a supporto dei propri committenti istituzionali. Il lavoro si concentra su una questione sempre più centrale con la diffusione dell’AI nei processi amministrativi: quali condizioni devono accompagnare l’adozione di queste tecnologie affinché il loro impiego sia non soltanto sicuro e conforme alla normativa, ma anche adeguatamente inserito nei processi attraverso cui le amministrazioni esercitano le proprie funzioni?
Il punto di partenza è il concetto di valore pubblico, elaborato da Mark Moore – Research Professor of Public Management alla Harvard Kennedy School of Government – secondo cui l’azione amministrativa trova la propria legittimazione anche all’interno di un authorizing environment: lo spazio istituzionale e democratico nel quale i cittadini conferiscono legittimità all’azione pubblica e possono, al tempo stesso, discuterla e contestarla.
A partire da questa prospettiva, il paper esamina il rapporto tra gli attuali strumenti europei di governance dell’intelligenza artificiale e i meccanismi che accompagnano l’impiego dell’AI nell’azione amministrativa. L’analisi evidenzia come gli strumenti regolatori, compresi quelli introdotti dall’AI Act, si concentrino in larga misura sulla valutazione degli impatti, sulla gestione dei rischi e sulla conformità procedurale. Questi elementi sono fondamentali per assicurare che i sistemi di AI siano sottoposti a supervisione e utilizzati secondo criteri definiti, ma non esauriscono, secondo gli autori, la questione del rapporto tra innovazione tecnologica, amministrazione e cittadini.
Per osservare come l’intelligenza artificiale viene concretamente adottata nel settore pubblico europeo, lo studio utilizza il dataset Public Sector Tech Watch del Joint Research Centre della Commissione europea, che raccoglie oltre 1,8 mila progetti di AI censiti il 16 maggio 2026.
Attraverso tecniche di Correspondence Analysis e Specific Multiple Correspondence Analysis, la ricerca analizza la distribuzione dei progetti e ne individua le principali configurazioni. I risultati mostrano una presenza significativa di applicazioni riconducibili a funzioni di controllo, monitoraggio, enforcement e ordine pubblico. Al contrario, le dimensioni relative alla partecipazione dei cittadini, alla legittimazione democratica e al controllo pubblico sull’impiego dell’AI risultano meno rappresentate nei profili analizzati.
Il lavoro pone rilievo su una specifica dimensione della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione: le modalità attraverso cui l’azione amministrativa viene resa comprensibile, discussa e sottoposta a forme di controllo, accanto alla governance dell’AI riguardo alla sicurezza dei sistemi, la trasparenza delle procedure e la conformità alle norme.
In questa prospettiva, il contributo presentato ad AI4Peace propone di considerare il rafforzamento dell’authorizing environment come una componente della governance dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico, una condizione per mantenere il rapporto tra innovazione tecnologica, istituzioni e valore pubblico.
La partecipazione di FUB ad AI4Peace si inserisce nel percorso di ricerca che la Fondazione sta sviluppando sull’impatto dell’intelligenza artificiale nei processi e nei servizi della Pubblica Amministrazione e rappresenta un’occasione di confronto con una comunità internazionale impegnata ad approfondire le implicazioni istituzionali e sociali dell’AI.