di Marina Settembre, Ricercatrice FUB
Si è svolta a Cagliari, dal 9 al 13 febbraio, la decima edizione di “ITASEC – Conferenza Italiana sulla Cybersecurity”, organizzata dal Cybersecurity National Lab insieme alla Fondazione SERICS, con il patrocinio dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e dell’Università degli Studi di Cagliari.
L’edizione 2026 ha confermato ITASEC come punto di riferimento per la comunità nazionale della sicurezza cibernetica e come luogo di convergenza tra ricerca avanzata, policy e sviluppo industriale, rafforzando l’integrazione tra istituzioni italiane ed europee, mondo accademico, industria e giovani talenti.
La prima giornata, interamente dedicata a workshop e tutorial, ha evidenziato l’importanza del binomio AI e cybersecurity, affrontando alcuni dei temi più attuali del settore, tra cui la Trustworthy AI applicata alla sicurezza, l’impiego della Generative AI nei contesti di Blue e Red Team e il contrasto a deepfake e disinformazione. Ampio spazio è stato inoltre riservato alle implicazioni regolatorie, all’armonizzazione degli schemi di cybersicurezza e all’integrazione tra approcci ontologici e knowledge driven per l’evoluzione dei modelli di gestione del rischio e approcci statistici basati sui dati. In questo contesto, la Fondazione Ugo Bordoni ha partecipato ai lavori del workshop dedicato agli approcci ontologici e knowledge-driven, con due contributi scientifici: il keynote sul tema “A Unified Ontology for Modeling the Security of 5G Services and Infrastructures” e la presentazione di un contributo sulla costruzione di un dataset per le vulnerabilità del 5G. La FUB ha anche preso parte alla tavola rotonda conclusiva del workshop sul tema “Towards a Semantic Approach for Cybersecurity for Europe: Interoperability, Automation, and Shared Knowledge”. Il dibattito ha evidenziato la necessità di rafforzare meccanismi strutturati di coordinamento per affrontare minacce sempre più transfrontaliere. Ciò richiede interoperabilità non solo tecnica, ma anche semantica e regolatoria tra attori, dati e processi. In tale prospettiva, gli approcci di formalizzazione della conoscenza sviluppati nel progetto ERACLITO del programma SERICS – a cui la FUB collabora – integrati con metodologie data-driven, rappresentano un contributo concreto verso maggiore interoperabilità e automazione.

Mario Lezoche (Université de Lorraine, Visiting Professor FUB), Andrea Bernardini (Ricercatore FUB), Marina Settembre (Ricercatrice FUB) e Francesco D’Alterio (Ricercatore FUB) alla conferenza ITASEC & SERICS 2026
La prima giornata si è conclusa con l’intervento di Roberto Baldoni, senior advisor presso l’Ambasciata italiana negli Stati Uniti, che ha offerto una riflessione prospettica sull’autonomia strategica nazionale ed europea.
Nei giorni successivi, la conferenza ha proseguito con un corposo programma istituzionale e scientifico. Di rilievo gli interventi del direttore generale di ACN, Bruno Frattasi, sull’azione nazionale dell’Agenzia, di Luca Tagliaretti, Executive Director dell’European Cybersecurity Competence Centre, sulla proiezione europea e il rafforzamento dell’ecosistema industriale, e di Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo presso la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, sull’importanza della collaborazione tra ricerca e magistratura nel contesto del cybercrime.
Particolarmente significativi i keynote accademici di Cristina Alcaraz sui digital twins per la cyber defense, di Christophe Rosenberger sugli attacchi biometrici e di Marco Baldi sulla transizione verso la crittografia post-quantum. Quest’ultimo seguito da un contributo di Namirial, sulla propria prospettiva industriale sul tema.
L’edizione è stata particolarmente densa di contenuti, con oltre trenta sessioni scientifiche dedicate alle sfide più attuali della cybersecurity. Tra i contributi di rilievo, un invited talk di ACN sulla Direttiva NIS 2 e il modello di categorizzazione, che ha introdotto il tema del legal design e della regulatory compliance.
Il programma ha poi esplorato un ampio spettro di ambiti specialistici: dall’analisi del software e delle vulnerabilità alle applicazioni basate su AI e Machine Learning, passando per la sicurezza delle reti, la crittografia e la blockchain. Ampio spazio è stato inoltre dedicato a temi cruciali quali la governance, la gestione delle policy, la sicurezza IoT e OT, la privacy e la protezione del web. Hanno completato il quadro gli approfondimenti su analisi dei malware, informatica forense, cyber threat intelligence e gestione del rischio informatico.
Durante la conferenza, la Fondazione ha presentato due ulteriori contributi scientifici nelle sessioni dedicate alla network security e al legal design & regulatory compliance. Il primo lavoro ha esplorato la classificazione dinamica delle vulnerabilità 5G tramite LLM, mentre il secondo ha approfondito la modellazione concettuale delle minacce, analizzandone l’impatto sia in termini di danno effettivo che di tutela dei diritti fondamentali. Questi contributi confermano la qualità scientifica della partecipazione della Fondazione Ugo Bordoni, in particolare sui temi della knowledge formalization, la sicurezza delle reti 5G e l’integrazione tra AI e cybersecurity.
Nell’ambito delle iniziative volte al trasferimento tecnologico si colloca il panel su SERICS Innovation Launchpad, l’iniziativa promossa da Fondazione SERICS in collaborazione con INNOVIT, l’hub italiano per l’innovazione nella Silicon Valley promosso dal MAECI, volta a sostenere l’internazionalizzazione e il trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca in cybersicurezza. L’obiettivo è quello di accompagnare progetti ad alto potenziale verso percorsi di scaling e valorizzazione industriale, rafforzando il collegamento tra ecosistema italiano e mercato internazionale.
Un ulteriore momento di riflessione è stato offerto anche dal dibattito su SERICS “oltre il PNRR”, che ha posto al centro la sostenibilità al tempo delle competenze e delle infrastrutture costruite. In questa prospettiva si inseriscono i research pitch, di SERICS, la premiazione dei giovani innovatori e l’emozionante presentazione dei ragazzi del Team Italy, di ritorno dalla vittoria all’European Cyber Security Challenge in Polonia. Si tratta di segnali concreti della vitalità delle nuove generazioni e del ruolo strategico dei partenariati anche nel forgiare il futuro della cybersicurezza italiana ed europea.
Complimenti agli organizzatori, ai relatori, ai partecipanti e appuntamento alla prossima edizione di ITASEC!
Per maggiori informazioni consulta il sito della conferenza ITASEC & SERICS.