Immagine 5G reti

Antonio Sassano: Il 5G corre, ma sulla rete neutrale

Le diverse reti-servizio che si svilupperanno con il 5G avranno bisogno di una rete neutrale, che garantisca un traffico Internet efficiente. Dunque, non potrà essere una rete integrata verticalmente. Quale sarà il suo possibile perimetro in Italia?

Il dibattito sulla “rete unica” ruota attorno a due questioni strettamente correlate: la definizione del suo perimetro ottimale e la necessità che sia o meno verticalmente integrata.

 

Fino a oggi, nell’universo dei sistemi “a rete”, il termine integrazione verticale è stato utilizzato per indicare l’integrazione tra la gestione di reti che rendono disponibile connettività “all’ingrosso” con l’utilizzo di quella connettività per la fornitura di servizi “al dettaglio”: la rete digitale terrestre Tv e i servizi di “broadcasting” e di raccolta pubblicitaria, la rete telefonica e il servizio voce o dati, la rete ferroviaria e il trasporto merci e passeggeri.

 

Nello scenario 5G, la “materializzazione” di Internet genera una molteplicità di reti costruite attorno a specifici servizi e integrate con gli oggetti fisici che li rendono possibili: computer al bordo delle strade (edge computing) e sui veicoli che permettono la guida assistita e autonoma; reti di distribuzione dei contenuti (Cdn) che ottimizzano il flusso dei contenuti della Tv in “streaming” per rendere possibile una visione senza interruzioni ad alta risoluzione; consolle di intrattenimento domestico, sensori (e apparati medici) per la medicina di prossimità e per abilitare i sistemi di produzione 4.0.

 

La competizione infrastrutturale sarà tra reti integrate con il servizio, gestite da operatori che hanno interesse a ottimizzarne l’efficienza per migliorare qualità dell’esperienza dell’utente e, al tempo stesso, proteggere e valorizzare i dati prodotti grazie all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale.

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