di Redazione
La Fondazione Ugo Bordoni ha contribuito alle attività formative della 5G Academy con il corso “Cybersecurity in 5G Networks”, tenuto a luglio 2026 dalla ricercatrice FUB Marina Settembre, Responsabile dell’Area Cyber e Sicurezza della Fondazione.
Promossa dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e rivolta a laureati e professionisti italiani e stranieri con background STEM, la 5G Academy rappresenta un’importante iniziativa di alta formazione sui temi delle reti mobili di nuova generazione. La partecipazione della Fondazione si inserisce nel più ampio impegno per la diffusione delle competenze nel settore delle telecomunicazioni e della cybersecurity, in coerenza con le attività già svolte anche nell’ambito del Partenariato Esteso RESTART e del Partenariato SERICS.
Lo standard 5G introduce l’architettura di sicurezza più avanzata mai adottata nelle comunicazioni mobili, grazie a meccanismi crittografici più robusti, una maggiore tutela dell’identità degli utenti, procedure di autenticazione rafforzate e roaming più sicuro. Tuttavia, la sicurezza non dipende soltanto dalla robustezza dei singoli meccanismi. L’evoluzione verso architetture cloud-native, funzioni di rete virtualizzate, Service-Based Architecture, API, piattaforme di orchestrazione e catene di fornitura sempre più articolate amplia significativamente la superficie di attacco e rende la cybersecurity una sfida sempre più complessa.
Il corso ha approfondito le principali sfide della cybersecurity nelle reti 5G, illustrando le tecnologie, gli strumenti e gli approcci necessari per garantire la sicurezza lungo l’intero ciclo di vita delle reti mobili di nuova generazione.
L’approfodimento si è sviluppato attorno a quattro temi principali: perché la cybersecurity è diventata più complessa nel 5G, come aumentare la fiducia nella sicurezza di un prodotto prima del deployment, come verificarla attraverso attività di security testing e come mantenerla durante l’intero ciclo di vita operativo della rete.
Partendo dai principi della Security by Design, il corso ha illustrato il ruolo della Security Assurance e degli strumenti sviluppati dall’industria, quali il framework NESAS e le specifiche 3GPP SCAS, nel fornire evidenze oggettive, ripetibili e verificabili della corretta implementazione dei requisiti di sicurezza. È stato inoltre evidenziato come tali verifiche, pur aumentando significativamente il livello di fiducia, non possano dimostrare l’assenza di vulnerabilità. Per questo motivo, particolare attenzione è stata dedicata alle attività complementari di Vulnerability Assessment, Penetration Testing, Fuzzing e Stateful Fuzzing, che consentono di individuare vulnerabilità note, verificarne la concreta sfruttabilità e ricercare difetti di implementazione e vulnerabilità sconosciute anche nei complessi protocolli stateful delle reti 5G.
Il corso si è infine soffermato sul ruolo della Operational Security, evidenziando come la sicurezza non termini con il deployment del prodotto, ma prosegua durante l’intero esercizio della rete attraverso monitoraggio continuo, rilevazione delle minacce, risposta agli incidenti e miglioramento costante.
Il messaggio conclusivo emerso dal corso è che non esiste una singola tecnologia capace di rendere sicuro un sistema. La cybersecurity richiede un approccio integrato che combina progettazione, sviluppo software, testing, operation, governance e collaborazione tra tutti gli attori dell’ecosistema. L’obiettivo non è eliminare completamente il rischio, ma ridurlo continuamente, adattandosi all’evoluzione delle minacce e delle tecnologie.
Con questa iniziativa, la Fondazione Ugo Bordoni conferma il proprio ruolo nel contribuire alla crescita delle competenze nel settore delle telecomunicazioni e della cybersecurity, mettendo a disposizione la propria esperienza scientifica e la capacità formativa sui temi strategici della cybersecurity e delle reti di nuova generazione.