di Redazione
La Fondazione Ugo Bordoni ha preso parte ai lavori del DIA Summit 2026, che si è tenuto il 13 ottobre a Pisa, con un contributo dedicato all’integrazione delle reti terrestri e non terrestri (TN-NTN) e alle prospettive di evoluzione verso il 6G. Il Summit ha affrontato il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle reti di comunicazione di nuova generazione e le sue possibili applicazioni nei diversi settori industriali.
Nel corso dell’evento, il ricercatore FUB Francesco Matera ha presentato il lavoro “TN-NTN Integration towards 6G services”, che illustra i risultati delle attività di ricerca e sviluppo condotte dalla FUB in questo ambito.

Presentazione del contributo FUB al DIA Summit 2026
La presentazione si è svolta nell’ambito della sessione dell’Aerospace Group, presieduta dal dott. Alberto Gotta dell’ISTI-CNR, e ha ripercorso le attività svolte dalla Fondazione sull’integrazione delle reti terrestri e non terrestri, inizialmente nell’ambito del progetto RESTART ITA-NTN e successivamente – dopo la conclusione del programma RESTART nel marzo 2026 – nell’ambito della Convenzione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy MIMIT denominata “Spectrum Sharing”.
Dalle reti TN-NTN all’automazione delle funzioni di rete
Nel suo intervento, Francesco Matera ha introdotto le reti non terrestri, che comprendono veicoli aerei senza pilota (Unmanned Aerial Vehicles, UAV), comunemente noti come droni, piattaforme aeree e satelliti, approfondendo le principali problematiche legate alla loro realizzazione e integrazione con le reti terrestri.
Un tema centrale è stato quello della gestione dello spettro, necessaria a garantire la coesistenza tra le comunicazioni di questi sistemi verso terra e tra i diversi elementi della rete. Sono state inoltre affrontate le principali criticità tecniche associate a queste architetture, tra cui l’effetto Doppler e l’autenticazione, che deve essere adattata per tenere conto della mobilità dei dispositivi.
La presentazione ha quindi esaminato le possibili modalità di gestione e orchestrazione necessarie a garantire il funzionamento integrato di domini terrestri e non terrestri, partendo da schemi ed elementi già presenti nelle architetture 5G. L’attenzione si è concentrata sulle funzioni dedicate all’analisi dei dati di rete (Network Data Analytics) e sull’impiego di metodologie di intelligenza artificiale (AI), con particolare riferimento agli elementi definiti dal 3GPP: il Management Data Analytics Function (MDAF) e il Network Data Analytics Function (NWDAF). È stato inoltre approfondito il ruolo del RAN Intelligent Controller (RIC), definito nell’ambito dell’associazione O-RAN.
Questi elementi costituiscono una base per l’evoluzione verso un funzionamento automatizzato della rete, dalla gestione delle risorse al controllo delle prestazioni, senza necessità di intervento umano. Questa prospettiva si inserisce nel modello Zero Touch Service Management (ZSM), definito dall’ETSI, e nel percorso verso architetture Cloud and AI Native, caratteristiche del 6G.
Verso un nuovo modello architetturale per il 6G
Come evidenziato nell’intervento, per raggiungere questo livello di automazione è necessario passare a un nuovo modello architetturale basato sul concetto di Intent-Based Networking (IBN). Questo approccio prevede l’introduzione di un nuovo piano, sovraordinato all’intera rete, in grado di interpretare le esigenze dei servizi in termini di prestazioni richieste e di indirizzare di conseguenza gli interventi che ciascun dominio della rete deve attuare in modo altamente dinamico.
A supporto di questo modello è inoltre prevista l’introduzione di agenti di intelligenza artificiale distribuiti nella rete (AI Agents), ciascuno in grado di elaborare informazioni attraverso processi basati sull’AI e di determinare le modalità operative dei singoli dispositivi.
Il contributo della FUB si inserisce nel percorso di evoluzione delle reti di comunicazione verso il 6G, con particolare attenzione all’integrazione tra domini terrestri e non terrestri, alla gestione efficiente dello spettro e all’impiego dell’intelligenza artificiale per l’orchestrazione e l’automazione delle funzioni di rete.

Towards Zero-Touch in the Integration of Terrestrial and Non-Terrestrial Networks: From Intent-Based Networking to Agentic AI”, Matera F., Settembre M., Gotta A., Soriano G., Rago A., Piro G., Grieco A., IEEE AEIT 2026 International Annual Conference, 8-10 Settembre, Roma.
In azzurro in alto il piano Intent, gli elementi A sono gli Agent AI, il dominio centrale è la tipica architettura 5G basata sul Service Base Architecture, mentre i domini laterali sono quelli non terrestri che utilizzano un’architettura di tipo O-RAN.