Di Redazione
Dal 29 giugno al 1° luglio si è svolta a Madrid la International Conference on Economics, Finance & Business, organizzata dall’International Institute of Social and Economic Sciences (IISES) in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell’Università di Praga e con l’ESPC Business School.
La conferenza costituisce un contesto internazionale di confronto scientifico e di condivisione dei risultati della ricerca tra accademici, ricercatori, dottorandi, rappresentanti delle istituzioni e del mondo delle imprese. Le principali aree tematiche della conferenza spaziano dalla macroeconomia al commercio internazionale, includendo finanza quantitativa ed economia del lavoro.
Nel corso delle sessioni scientifiche, la Fondazione Ugo Bordoni ha presentato il poster dal titolo: “FDI and economic shocks: a comparative analysis to assess the effects on Regional and Sectoral Development across Europe”.
Il lavoro è stato realizzato da Tiziano Bacaloni, primo autore, insieme a Alessio Abeltino, Andrea Bernardini, Francesco Giancaterini e Andrea Pannone, ricercatori dell’Area Nuove Tecnologie della Fondazione Ugo Bordoni, coordinata da Maurizio Pellegrini.
Lo studio analizza l’evoluzione degli investimenti diretti esteri (Foreign Direct Investments – FDI) in Italia, con particolare attenzione alla provenienza geografica dei flussi di capitale e alle loro caratteristiche strutturali.

L’analisi si distingue per l’approccio comparativo e granulare adottato. Le dinamiche osservate in Italia sono infatti messe a confronto con quelle dei principali partner europei per valutare la resilienza e la riconfigurazione dei flussi di investimenti diretti esteri a seguito dello shock macroeconomico registrato nel semestre compreso tra marzo e settembre 2022.
L’impianto metodologico ha permesso di individuare sia tendenze comuni sia differenze significative nella riallocazione degli investimenti, considerate sia dal punto di vista settoriale sia da quello regionale.
Dall’analisi emergono due macro-fenomeni.
- Il primo riguarda la polarizzazione geografica dei flussi e l’effetto “hub”. Sebbene Paesi come Italia e Spagna abbiano registrato un aumento significativo della propria capacità di attrarre investimenti diretti esteri dopo lo shock macroeconomico, i dati aggregati mostrano una marcata tendenza alla concentrazione dei capitali nei principali poli produttivi nazionali. Questa dinamica potrebbe contribuire ad accentuare i divari territoriali già esistenti.
- Il secondo riguarda la transizione strutturale e la riallocazione settoriale degli investimenti. In linea con gli obiettivi dell’Unione europea in materia di transizione ecologica e digitale, si osserva una significativa ricomposizione dei flussi di capitale: gli investimenti si spostano dai comparti tradizionali, come manifattura e costruzioni, verso settori ad alta intensità di conoscenza e di servizi, in particolare i servizi finanziari e l’Information Technology.

Lo studio fornisce un quadro di analisi delle attuali dinamiche degli investimenti diretti esteri in Italia e in Europa. L’approfondimento a livello regionale e settoriale consente di mettere in evidenza analogie e differenze tra i sistemi produttivi europei e di comprenderne l’evoluzione alla luce dei recenti shock macroeconomici.
La ricerca presentata alla Conferenza si inserisce nel percorso di ampliamento della Fondazione Ugo Bordoni dei propri ambiti di attività verso l’analisi dei fenomeni macroeconomici che incidono sull’innovazione, sulla competitività dei sistemi produttivi e sullo sviluppo territoriale, promuovendo un approccio che integra competenze economiche, tecnologiche e di data analysis.