di Redazione
La Fondazione Ugo Bordoni ha preso parte alla 34ª Conferenza Internazionale sul Software, le Telecomunicazioni e le Reti Informatiche (SoftCOM 2026), che si è svolta dal 17 al 19 settembre 2026 a Spalato, in Croazia, con un’ampia platea di ricercatori, esperti e professionisti provenienti da 44 Paesi.
Il programma ha affrontato diversi temi legati all’evoluzione dell’ICT: reti mobili 5G e 6G, Internet of Things, smart city, cybersecurity, e-health e sostenibilità energetica delle infrastrutture. Tra gli argomenti affrontati anche l’intelligenza artificiale applicata alle telecomunicazioni, al centro del keynote della conferenza dedicato agli agenti AI per la gestione autonoma delle reti.
L’evento è stato organizzato dall’Università di Spalato (Facoltà di Ingegneria Elettrica, Ingegneria Meccanica e Architettura Navale – FESB) insieme alla Croatian Communications and Information Society (CCIS), sotto il patrocinio della Croatian Academy of Engineering e con la sponsorizzazione tecnica della IEEE Communications Society (ComSoc).
Il contributo della FUB a SoftCOM 2026
Lo studio presentato dalla Fondazione Ugo Bordoni ha riguardato la coesistenza dello spettro radio tra le stazioni base IMT e le stazioni di terra del Servizio Fisso Satellitare (FSS) nella banda upper 6 GHz.
Il lavoro, dal titolo “Coexistence Analysis Between IMT Base Stations and FSS Earth Stations in the Upper 6 GHz Band”, è stato realizzato dai ricercatori FUB Marina Lotti, Valeria Petrini, Claudia Carciofi e Manuel Faccioli.

Maunel Faccioli durante la presentazione del contributo FUB
Sono stati analizzati i potenziali rischi di interferenza tra i due sistemi, definendo criteri di protezione e le distanze di separazione necessarie a consentire l’introduzione di nuovi servizi radiomobili, garantendo al contempo la protezione delle infrastrutture satellitari esistenti.
L’analisi si è basata su simulazioni elettromagnetiche realizzate con strumenti sviluppati e costantemente aggiornati dalla Fondazione. Sono stati considerati specifici modelli di propagazione sia in condizioni di assenza di ostacoli sia attraverso l’integrazione dell’orografia reale delle aree in cui sono installate le stazioni di terra FSS.
Particolare attenzione è stata dedicata alle caratteristiche di puntamento della stazione interferente, considerando sia lo scenario di worst case sia una configurazione più realistica, caratterizzata dal downtilt del fascio verso gli utenti della stessa cella. L’analisi ha inoltre evidenziato l’importanza di una descrizione quanto più accurata possibile dell’ambiente circostante le stazioni FSS, così da poterlo integrare nelle valutazioni di compatibilità elettromagnetica e ottenere risultati maggiormente rappresentativi delle condizioni operative reali.
L’approccio sviluppato dalla FUB fornisce quindi elementi di interesse sia dal punto di vista tecnico sia regolamentare, contribuendo alla definizione di criteri per una gestione efficiente e condivisa dello spettro radio. I risultati dello studio rappresentano inoltre un supporto concreto alla pianificazione e allo sviluppo delle reti 5G Stand Alone (5G SA) e dei futuri sistemi 6G, nell’ottica di favorire una sempre maggiore integrazione tra sistemi terrestri e satellitari e un uso efficiente dello spettro radio.
I principali temi della conferenza
Il programma tecnico di SoftCOM 2026 ha affrontato un’ampia gamma di tematiche legate all’evoluzione dell’ICT, attraverso simposi speciali, sessioni tecniche e presentazioni dedicate alle tecnologie emergenti.

Ricercatore FUB Manuel Faccioli alla conferenza internazionale SoftCOM 2026
Si riportano di seguito i principali temi discussi durante la conferenza.
- Reti intelligenti e AI-driven – 6G e Beyond 5G: ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione delle reti mobili verso architetture sempre più guidate dall’intelligenza artificiale e dal machine learning. Le ricerche hanno riguardato, tra gli altri aspetti, l’ottimizzazione dinamica delle risorse di rete, il network slicing, la gestione predittiva del traffico e la riduzione della latenza, a supporto di applicazioni avanzate come la realtà estesa (XR).
- Internet of Things e Smart Cities: particolare attenzione è stata rivolta all’interconnessione di miliardi di dispositivi e sensori e alle tecnologie di edge-computing, che consentono di elaborare i dati direttamente ai margini della rete, riducendo il carico sui sistemi centrali. Sono state inoltre presentate applicazioni dell’IoT dedicate alla gestione intelligente delle città, dei trasporti e dell’agricoltura di precisione.
- Sicurezza informatica, privacy e blockchain: la protezione delle infrastrutture e dei dati ha rappresentato un altro tema centrale. Le sessioni hanno approfondito, tra gli altri argomenti, la crittografia post-quantistica, le tecniche di rilevamento delle intrusioni basate sull’AI e l’impiego delle tecnologie a registro distribuito per garantire integrità e tracciabilità delle informazioni.
- E-Health e tecnologie assistenziali: sono state presentate soluzioni avanzate per la telemedicina, il monitoraggio remoto e l’assistenza alle persone, con particolare attenzione alle tecnologie robotiche e ai sistemi dedicati al supporto delle persone anziane o con disabilità.
- Green Networking e sostenibilità ambientale: l’efficienza energetica delle infrastrutture ICT ha rappresentato un tema trasversale di particolare rilievo. Le attività di ricerca hanno riguardato l’ottimizzazione dei consumi energetici di data center e nodi di rete e lo sviluppo di protocolli di comunicazione orientati alla riduzione dell’impatto ambientale, mantenendo adeguati livelli di prestazione.
Il ruolo centrale dell’intelligenza artificiale
Il tema dell’automazione e dell’Intelligenza Artificiale è stato al centro del keynote della conferenza, affidato a Zeljka Lemaster, Head of AI Innovation and Incubation negli Stati Uniti per Ericsson.
Nel suo intervento, dal titolo “Adapting AI Agents for Telecom Networks: From Intent-Driven Management to Autonomous Operations”, Lemaster ha illustrato come gli agenti di intelligenza artificiale stiano trasformando la gestione delle reti di telecomunicazione, favorendo il passaggio da sistemi basati sull’intervento e sull’intento umano verso architetture sempre più autonome, in grado di ottimizzare dinamicamente le proprie risorse e di intervenire in modo automatico in caso di malfunzionamenti, secondo il paradigma delle cosiddette self-healing networks.
Prospettive per la gestione intelligente dello spettro radio
In questo contesto, i modelli di coesistenza sviluppati dalla Fondazione possono costituire una base conoscitiva utile per future applicazioni dell’intelligenza artificiale alla gestione dello spettro radio. L’integrazione di questi modelli con strumenti di analisi e ottimizzazione automatizzata potrebbe favorire valutazioni predittive e un uso più efficiente delle frequenze, a supporto delle decisioni degli operatori e della gestione delle infrastrutture di telecomunicazione.